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USA pronti a tagliare bombardieri, caccia e sottomarini alla NATO

Keystone-SDA

Gli USA vogliono ridurre drasticamente il proprio contributo militare alla NATO con un taglio "significativo" di bombardieri strategici e una "riduzione di un terzo dei caccia". Lo riporta lo "Spiegel".

(Keystone-ATS) Non sarebbero inoltre più forniti sottomarini e droni da ricognizione mentre si assisterebbe ad un taglio “notevole di quelli armati”, afferma il settimanale tedesco riferendo dell’incontro, alla fine della scorsa settimana, dell’inviato del capo del Pentagono Pete Hegseth che ha informato alti funzionari degli alleati presso il quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles.

Gli Stati Uniti “hanno chiarito che intendono mantenere la deterrenza nucleare in Europa nell’ambito della NATO. Per contro, gli europei dovrebbero farsi carico in gran parte da soli della difesa convenzionale del continente”, afferma lo “Spiegel”.

Da tempo gli Stati Uniti chiedono una ridistribuzione degli oneri militari nell’Alleanza e quindi a Bruxelles la comunicazione del funzionario del Pentagono Alexander Velez-Green era attesa, ma – sottolinea il settimanale – “non con tagli di questa ampiezza”.

Nel sistema NATO di condivisione degli oneri (“burden sharing”) in vigore finora gli USA fornivano circa la metà delle capacità militari, ora invece chiedono una loro ridistribuzione (“burden shifting”). Gli Stati Uniti vogliono ridurre il loro impegno per il “NATO Force Model”, modello concordato nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina.

Il messaggio del governo Trump è stato inequivocabile: secondo Velez-Green gli alleati sono chiamati a colmare le lacune del disimpegno americano il più rapidamente possibile. Gli Stati Uniti, è stata la sua linea, sono pronti a cooperare strettamente con tutti i partner della NATO che agiranno rapidamente. Parole che alcuni presenti alla riunione – riferisce il media tedesco citando alcune fonti – hanno interpretato come una minaccia indiretta.

Gli europei, secondo la ricostruzione, sarebbero chiamati a dare una risposta entro il prossimo incontro a inizio giugno, in occasione della cosiddetta Force Sourcing Conference. Per allora gli Stati Uniti si aspettano offerte su quali paesi possano intervenire, in quali settori e quando.

Infine, secondo fonti militari citate dallo “Spiegel”, con questa riduzione Washington vorrebbe soprattutto ottenere una maggiore flessibilità nel caso si complicasse la situazione nell’Indo-Pacifico.

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