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Vaccini e Olocausto, Robert Jr imbarazza i Kennedy

Robert F. Kennedy ha parlato alla dimostrazione di ieri a Washington. KEYSTONE/EPA/WILL OLIVER sda-ats

(Keystone-ATS) Sdegno e indignazione sui media sociali e nella comunità ebraica per le affermazioni pronunciate ieri alla manifestazione no vax di Washington da uno dei leader del movimento, Robert F. Kennedy Jr., figlio del senatore Bob Kennedy assassinato nel 1968.

Il nipote di Jfk, che ormai da tempo imbarazza il resto della famiglia con le sue teorie complottiste, ha preso la parola contro l’uso dei vaccini parlando di Olocausto e definendo il pass vaccinale uno strumento da regime nazista.

“Nel futuro – ha sostenuto Kennedy davanti a una folla di migliaia di persone radunatesi davanti al Lincoln Memorial – diversamente da quanto accadde con l’Olocausto, nessuno di noi avrà la possibilità di scappare e nessuno di noi potrà nascondersi a causa dei satelliti di Bill Gates e del 5G con cui controlleranno ogni nostro movimento e comportamento 24 ore su 24 . Persino nella Germania di Hitler – ha aggiunto – potevi nasconderti in un attico, come fece Anna Frank”.

Immediata la reazione della comunità ebraica, come quella del noto immunologo statunitense Peter Hotez: “Da giugno – ha twittato – 200 mila americani non vaccinati hanno perso la vita vittime della disinformazione e dell’aggressione di estremisti che paragonano la situazione all’Olocausto”. Su Twitter anche la rabbia e lo sconcerto dell’Auschwitz Memorial: “Sfruttare in un dibattito sui vaccini e sulle restrizioni in tempo di pandemia la tragedia di gente che ha sofferto, che è stata umiliata, torturata e assassinata del regime totalitario della Germania nazista, compresi bambini come Anna Frank, è un triste sintomo di decadenza morale e intellettuale”.

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