Dalle rive del Ceresio un coro di “Heja Sverige”
Croce gialla su sfondo blu. I colori della bandiera svedese, gli stessi del sigillo delle tre corone, sventolano con discrezione. A Lugano la Nazionale di calcio della Svezia può contare su un gruppo di sostenitori molto speciale.
Dal 1971 esiste infatti il Club Svedese, un punto di riferimento importante per tutti i cittadini del Regno di Svezia (il nome ufficiale del paese scandinavo) che hanno scelto di vivere in Ticino. Come l’attuale presidente del club Elisabeth Borella-Klahr che assapora, insieme ai suoi connazionali, un momento magico.
La presenza dei Blågult (Gialloblu), ovvero dei calciatori della nazionale, ha chiamato sulle rive del Ceresio anche la principessa Birgitta di Svezia (sorella dell’attuale sovrano Karl XVI Gustav) e l’ambasciatore Per Thöresson.
Solo parole di elogio per questo angolo mediterraneo della Svizzera. Cortesie diplomatiche, convenevoli di protocollo o principesco “savoir faire”? Sembra proprio di no, o forse solo in minima parte: agli svedesi il Ticino piace davvero. “È una combinazione divina di qualità nordiche e mediterranee” esclama entusiasta Jürgen, un consulente aziendale che da due anni vive nel Luganese. “Qui la qualità della vita è impagabile”.
Eppure, facciamo notare a Jürgen, anche in Svezia si sta bene, il paese si situa sempre ai vertici delle classifiche mondiali sulla qualità della vita. Sorride. Il valore aggiunto del Ticino? “Il suo tocco latino”.
Non proprio lontani da casa
Elisabeth Borella-Klahr sta dando un’ultima occhiata al suo discorso di benvenuto. Al “Boat Center”, direttamente sul lago, c’è aria di festa. Niente a che vedere con riunioni chiassose e “caciarone”. Si ride senza sguaiare, si parla senza gridare. Un tocco di classe che fa perfino sembrare le sedie di plastica comode e sofisticate poltrone.
“Sono arrivata in Ticino nel 1984 per lavorare – racconta a swissinfo la presidente del Club Svedese – e sono subito stata attirata dal clima, dalle palme, dal lago e dal sole. In Ticino ho pure trovato l’amore della mia vita”. Sposata, due figli, tra cui Giulia presente all’aperitivo, Elisabeth è in ottima compagnia: gli svedesi che hanno scelto di vivere in Ticino – anche per ragioni fiscali – sono oltre duecento.
Fondato nel 1971, il club è un buon punto di riferimento per gli svedesi: fornisce informazioni, assicura traduzioni, organizza attività ricreative e culturali, tiene regolari contatti con gli altri club in Svizzera (una decina) e nel mondo. Per la comunità svedese in Ticino, Euro 08 è una sorta di sogno di inizio estate, nonostante una meteo piuttoso grigia e dispettosa.
“La presenza a Lugano della Nazionale svedese – sottolinea Elisabeth Borella-Klahr – è una gioia immensa. L’allenatore Lars Lagerbäck, che ho incontrato in occasione della nostra festa nazionale, il 6 giugno, è stato favorevolmente stupito dalla straordinaria accoglienza. Si sentono tutti come a casa”.
La passione del calcio stile oroblù
Ai bordi del Lago Ceresio, sotto un cielo carico di nuvole che mostra di tanto in tanto qualche occhiata di acceso azzurro, gli invitati continuano pacificamente a scambiarsi quattro chiacchiere. Gli svedesi sono così contenuti e misurati anche quando fanno il tifo? Elisabeth, stuzzicata, risponde divertita: “Siamo piuttosto discreti, è vero. Ma le assicuro che in noi c’è tanta passione e grinta. In stile svedese, naturalmente: Heja Sverige (Forza Svezia)”!.
A giudicare dagli addetti ai lavori gli svedesi sono la sintesi di queste qualità apparentemente antitetiche. Roberto coordina il centro media allo stadio di Cornaredo. “I giornalisti svedesi sono persone pacate, garbate e simpatiche”. Ma allora è tutto questo relax che non fa esplodere la febbre dell’Euro? “Le assicuro – risponde Roberto – che organizzatori e addetti ai lavori scottano di febbre…. Quando il torneo entrerà in fasi più cruciali, l’interesse del pubblico, dei tifosi occasionali e dei veri appassionati, crescerà di intensità”.
Tiziano ha una lettura un po’ diversa. Ma come mai al Club Svedese? “Il legame con la Svezia? Il mio primo grande amore, 22 anni fa, a Cannes. Un amore – racconta con brio – che per la verità non è mai sbocciato… si è rivelato un’amicizia che dura nel tempo”. Sedotto dai colori della bandiera svedese che ritiene bellissimi, pensa che il clima di diffusa tranquillità sia legato al fatto che in Ticino non si disputano le partite.
Prima di tutto cuore interista
Tra gli invitati c’è anche Franco Macchi. Lavora per la polizia, segue la squadra svedese e ne garantisce la sicurezza. “I giocatori e le persone al seguito della squadra – ci dice il poliziotto – sono squisiti e molto alla mano”. L’espressione “tutto tranquillo” esce dunque anche dalle sue labbra. “Credo che i primi veri sintomi di febbre da Euro si manifesteranno quando il torneo entrerà davvero nel vivo”.
I responsabili della sicurezza sono comunque pronti. “Siamo partiti dal principio – osserva Macchi – che gi stadi non devono diventare delle fortezze. Il calcio deve essere una festa dello sport. Il nostro compito è di garantire l’ordine nei luoghi dove si possono seguire le partite, permettendo comunque alla gente di esprimere i propri sentimenti”.
Franco Macchi, che sostiene la Nazionale rossocrociata, è contagiato da qualche macchiolina oroblù… veicolata da Zlatan Ibrahimovic che, guarda caso, gioca nell’Inter, la squadra del cuore. “Sono un tifoso dell’Inter dall’età di sei anni. E non ho mai cambiato maglia. Vedere “Ibra” in scala uno a uno, mi ha fatto un certo effetto”.
Un’avvertenza letteraria, per concludere. La mamma della mitica Pippi Långstrump (Pippi Calzelunghe) è una scrittrice svedese: Astrid Lindgren ha dato vita ad una bambina forte, indipendente, trasgressiva, piena di coraggio, di inventiva e intelligenza. Capace, soprattutto, di ogni sfida. Meglio non sottovalutare troppo, quindi, la tranquillità svedese.
swissinfo, Françoise Gehring, Lugano
In Svizzera vivono circa diecimila svedesi; oltre duecento in Ticino. A Lugano sono presenti anche le suore brigidine, un ordine religioso svedese fondato da Brigida Birgersdotter.
Lugano è stata scelta dalla Nazionale di calcio della Svezia come campo base per gli Europei di calcio. I calciatori risiedono a Villa Sassa e si allenano nello stadio di Cornaredo.
La celebre via Nassa, il lungolago e i mezzi di trasporto pubblici della città, sfoggiano in forme e modi diversi i colori gialloblu della Svezia.
Nel giorno della festa nazionale svedese, Euro08 ha portato a Lugano la Principessa Birgitta di Svezia, sorella dell’attuale re, e l’ambasciatore svedese accreditato a Berna Per Thöresson, per la sua prima visita ufficiale in Ticino.
L’ambasciatore ha espresso il desiderio di poter allacciare nuove relazioni con la Città anche in vista della Presidenza dell’Unione Europea che la Svezia assumerà l’anno prossimo. L’auspicio è quello di costruire legami privilegiati di collaborazione per favorire in modo costante i rapporti di conoscenza tra i due Paesi.
La presenza di un console onorario svizzero in Svezia risale al 1887. Nel 1920 la Confederazione aprì una legazione che nel 1957 venne promossa ad ambasciata.
I rapporti tra Svizzera e Regno di Svezia sono stretti. Entrambi i Paesi poggiano le fondamenta su valori simili e, spesso, perseguono i medesimi obiettivi.
Dal punto di vista economico, la Svezia è il maggiore partner commerciale scandinavo della Svizzera. Il volume delle esportazioni sfiora annualmente 1,5 miliardi di franchi.
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