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Il referendum contro la revisione della legge sul personale della Confederazione

La nuova legge sul personale federale tocca anche i postini Keystone

La nuova legge è la porta aperta a tutti gli abusi, come affermano gli autori del referendum, o è un passo indispensabile per spolverare uno statuto vecchio di oltre 70 anni e mettere la Confederazione al passo con le esigenze della globalizzazione?

Lo statuto di funzionario, in vigore dal 1927, sarà soppresso nel 2001. È quanto prevede la nuova legge sul personale della Confederazione. Al posto di essere nominati per un periodo di quattro anni, i circa 105’000 funzionari federali, compresi quelli della Posta e delle Ferrovie federali, diventeranno dei semplici impiegati, sottoposti al diritto pubblico.

I contratti di lavoro potranno essere disdetti in ogni momento. In cambio, la legge prevede una migliore protezione contro i licenziamenti rispetto al settore privato. La politica nei riguardi del personale si avvicinerà al Codice delle obbligazioni (CO), regime prevalente nel privato.

Il personale ausiliario, gli stagiaires e i dipendenti reclutati e impiegati all’estero saranno sottoposti interamente al CO. Una parte del salario sarà calcolata in base al merito e, per eventuali litigi, sarà possibile presentare un ricorso amministrativo, ma non rivolgersi ad un organo giudiziario indipendente.

Il salario minimo verrà stabilito dal Consiglio Federale mentre quello massimo dai datori di lavoro (Posta, FFS). Gli impiegati della Confederazione dovrebbero in generale avere il diritto di sciopero. Il Consiglio Federale potrà però, per motivi di sicurezza di Stato, limitare o sopprimere questo diritto.

Secondo il Parlamento, la legge in vigore da oltre 72 anni non corrisponde più alle esigenze di efficienza richieste dalla globalizzazione. La nuova legge sul personale della Confederazione intende modernizzare e, in generale, avvicinare i rapporti di lavoro del settore pubblico agli standard di quello privato.

La revisione dovrebbe consentire di ottenere un atto legislativo conciso che conferisca al datore di lavoro pubblico un adeguato margine di manovra. La nuova legge intende offrire norme comuni a tutti gli impiegati federali ed evitare il frazionamento del diritto del lavoro relativo al personale federale.

Una maggiore flessibilità delle condizioni di assunzione è resa possibile grazie ad un avvicinamento al Codice delle obbligazioni. Lo statuto del personale della Confederazione rimane tuttavia retto dal diritto pubblico. La nomina per un periodo amministrativo (statuto di funzionario) è sostituita con norme concernenti la sicurezza dell’impiego e la protezione dal licenziamento sulla base di un contratto individuale.

Al posto dell’attuale garanzia del posto di lavoro per quattro anni subentra un’ampia sicurezza dell’impiego associata alla mobilità professionale dei collaboratori. La possibilità di concludere contratti collettivi di lavoro è un aspetto nuovo di questa legge. Il sistema degli stipendi prevede una relazione più stretta con le prestazioni e il mercato e le procedure di ricorso vengono semplificate.

Contro questa nuova legge è stato presentato un referendum sostenuto dal partito socialista e dai sindacati (Sindacato svizzero dei servizi pubblici, Unione federativa del personale dell’amministrazione e delle imprese pubbliche, Unione sindacale svizzera).

I sindacati disapprovano, in particolare, le insufficienze della legge nel campo della protezione contro i licenziamenti. Aspramente criticato anche il concetto di salario al merito, che aprirebbe la porta all’arbitrario. Il progetto di ordinanza di applicazione prevede inoltre una riduzione giudicata « draconiana » del salario minimo, che sarà portato a 2.700 franchi. L’orario di lavoro potrebbe inoltre essere innalzato a 45 ore e le vacanze ridotte al minimo previsto dal Codice delle obbligazioni.

Secondo gli oppositori, queste nuove disposizioni sono un chiaro segnale anche per gli impiegati cantonali e comunali e mettono in pericolo lo stesso servizio pubblico.

Più della metà delle firme raccolte per il referendum provengono dalla Romandia e dal Ticino, mentre nella Svizzera tedesca l’adesione maggiore è stata riscontrata a Berna e a Zurigo.

Il Consiglio federale raccomanda di respingere il referendum. Dal canto suo, il Consiglio nazionale ha accettato la nuova legge sul personale della Confederazione con 113 voti contro 49. Il Consiglio degli Stati l’ha approvata con 36 voti favorevoli contro 5.

Claudia Iseli

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