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WEF: presidente e Ceo Brende si dimette per contatti con Epstein

Børge Brende
Sono convinto che il Forum può ora proseguire il suo importante lavoro senza distrazioni", ha dichiarato Børge Brende. Keystone-SDA

Il presidente e Ceo del Forum economico mondiale (WEF) Børge Brende ha annunciato oggi le sue dimissioni. Recentemente era emerso che aveva avuto contatti col finanziere pedofilo statunitense morto suicida in carcere Jeffrey Epstein.

(Keystone-ATS) Alois Zwinggi, membro del comitato direttivo, assumerà ad interim le funzioni del dimissionario, ha indicato la Fondazione con sede a Cologny (GE), famosa per la sua riunione annuale di gennaio a Davos (GR).

Una verifica condotta da avvocati esterni, avviata in precedenza dallo stesso WEF a causa della vicinanza di Brende a Epstein, ha dimostrato che non vi erano stati ulteriori contatti con il criminale sessuale oltre a quelli già resi noti dallo stesso dirigente dimissionario, riferisce il Forum in un comunicato.

All’inizio di febbraio, Brende ha dichiarato che nel 2018, durante una visita a New York, aveva ricevuto un invito dall’ex vice primo ministro norvegese e inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente e il Nord Africa, Terje Rød-Larsen, a “unirsi a lui per una cena con una persona che è stata presentata come l’investitore statunitense Jeffrey Epstein”.

A questo incontro a suo dire hanno partecipato anche altre personalità di spicco. L’anno successivo ha preso parte a due cene simili con Epstein, insieme ad altri diplomatici e rappresentanti del mondo economico. Queste cene, insieme ad alcuni e-mail e SMS, hanno “costituito l’intera portata del contatto”, ha sottolineato Brende, sottolineando che non aveva avuto alcuna conoscenza del passato e delle attività criminali di Epstein.

Brende: evitare distrazioni

“Se avessi conosciuto il suo passato, avrei rifiutato l’invito iniziale e qualsiasi altro invito a cene o altre forme di comunicazione”, ha dichiarato Brende, sempre all’inizio del mese. Il presidente e Ceo del WEF ha ammesso che avrebbe potuto “effettuare un controllo più approfondito sul passato di Epstein” e si rammarica di non averlo fatto.

I contatti col faccendiere per finire hanno indotto l’ex diplomatico norvegese a lasciare le sue cariche. André Hoffmann e Larry Fink, copresidenti del WEF, oggi hanno elogiato l’impegno di Brende. Il norvegese ha presieduto il Forum per otto anni e mezzo, guidandolo attraverso una “fase di riforma decisiva che ha portato a incontri annuali di successo a Davos”, scrivono.

Dal canto suo il dimissionario ha ringraziato i copresidenti per il loro sostegno. Scrive di essere orgoglioso dei successi ottenuti insieme, ma che ora è il momento giusto per il WEF di “proseguire il suo importante lavoro senza distrazioni”, motivo per cui ha deciso di dimettersi.

Direzione e copresidenza interinali all’unico svizzero

I copresidenti hanno immediatamente annunciato che Alois Zwinggi assumerà ad interim la carica di Ceo e copresidente. Avrebbe voluto dimettersi nel corso dell’anno per andare in pensione; già a gennaio aveva però annunciato che avrebbe prolungato il suo mandato per motivi legati alla svizzeritudine della Fondazione ginevrina: Zwinggi è infatti l’unico membro della direzione con passaporto rossocrociato.

“Devo rimanere in punizione”, scherzava Zwinggi in un’intervista con Keystone-ATS in gennaio, precisando che sarebbe rimasto al WEF probabilmente fino al 2028 a garanzia di una buona collaborazione tra Forum e Confederazione. Essendo l’unico svizzero, si considerava un ambasciatore. L’obiettivo era quello di trasmettere stabilità e continuare la cooperazione di lunga data con le autorità nazionali e regionali. Il suo successore dovrebbe pure essere svizzero, sosteneva.

Il comitato direttivo del WEF deve ora cercare un nuovo direttore per le relazioni con la Svizzera e un nuovo Ceo, scrivono Fink e Hoffmann.

Una prima tegola col fondatore Klaus Schwab

Per il WEF, il caso Epstein ha rappresentato una nuova polemica dopo quella che aveva spinto il fondatore e presidente Klaus Schwab a ritirarsi nel 2025 dopo oltre 50 anni alla guida dell’istituzione. Il consiglio di fondazione aveva avviato un’indagine contro di lui per possibili irregolarità finanziarie e abuso di potere nell’esercizio delle sue funzioni. Schwab ha respinto le accuse definendole “maligne”.

Il professore di economia tedesco, nato a Ravensburg (Baden-Württemberg), non lontano dal Lago di Costanza, figlio di un direttore di fabbrica svizzero, aveva lanciato il WEF nel 1971 con i soldi dei suoi genitori, i suoi risparmi di manager e un prestito.

Il Forum, con il suo incontro annuale nei Grigioni, è diventato uno dei più importanti appuntamenti per politici di alto livello, grandi manager, scienziati e rappresentanti della società civile di tutto il mondo. La fondazione impiega 600 persone a Ginevra, New York, Pechino e Tokyo.

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