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ZH: gli alloggi piatto forte delle votazioni cantonali

Keystone-SDA

La crisi abitativa domina la domenica di votazioni nel canton Zurigo. Due iniziative mirano a tutelare gli inquilini dalle disdette collettive e promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili. Entrambi i testi sono affiancati da controprogetti.

(Keystone-ATS) Gli alloggi a prezzi accessibili sono diventati merce rara nel canton Zurigo. Una situazione spesso aggravata dalla demolizione o dalla ristrutturazione di vecchi edifici, sostituiti con costruzioni nuove e più costose. Stando a un sondaggio dell’Associazione inquilini, l’84% delle persone che abitano in affitto teme di subire prima o poi una disdetta collettiva.

La cosiddetta “Iniziativa sull’edilizia abitativa” (“Wohnungs-Initiative”), lanciata dalla sinistra, vuole affidare al Cantone e ai Comuni il mandato costituzionale di garantire un’offerta abitativa sufficiente e di promuovere metodi di costruzione ecologici.

A tal fine verrebbe istituita una “società cantonale per l’edilizia abitativa”, ossia un ente di diritto pubblico incaricato di mettere a disposizione appartamenti a prezzi accessibili e sostenere i costruttori di alloggi di utilità pubblica. Ente che dovrebbe ricevere un capitale iniziale di 500 milioni di franchi. Il comitato d’iniziativa è dell’avviso che il mercato non funzioni più, in particolare perché l’attività edilizia è principalmente orientata alla massimizzazione dei profitti.

Il controprogetto sostenuto dal Consiglio di Stato e dal Gran consiglio non prevede l’istituzione di un simile ente cantonale, ma punta a migliorare le condizioni quadro per la costruzione di alloggi. Il governo cantonale sarebbe in questo caso tenuto a elaborare nel giro di tre anni delle misure concrete, come l’eliminazione di norme superflue e l’accelerazione delle procedure edilizie. Gli alloggi continuerebbero così ad essere costruiti principalmente da privati, cosa che gli iniziativisti contestano.

Un freno alle disdette collettive

La cosiddetta “Iniziativa per la tutela degli alloggi” (“Wohnschutz-Iniziative”), a sua volta promossa dalle formazioni di sinistra, mira a preservare gli alloggi in affitto a prezzi accessibili. A questo scopo, i comuni dovrebbero avere la possibilità di limitare temporaneamente i canoni d’affitto in seguito a nuove costruzioni sostitutive, ristrutturazioni o risanamenti. I comuni dovrebbero inoltre avere la possibilità di limitare la conversione di alloggi in affitto in appartamenti in proprietà.

Il controprogetto del Gran consiglio mira a evitare le disdette collettive o a renderle socialmente più accettabili, senza tuttavia intervenire sui canoni d’affitto o sui diritti di proprietà. I costruttori sarebbero semplicemente tenuti a verificare se i lavori di ristrutturazione possano essere eseguiti mentre l’immobile è abitato o in più fasi.

In caso di disdette inevitabili, i locatori devono informare per iscritto gli inquilini con almeno un anno di anticipo e aiutarli nella ricerca di un nuovo alloggio. La norma si applica a tutto il Cantone, ma solo per i progetti di grandi dimensioni in cui almeno 20 nuclei familiari ricevono la disdetta.

Il comitato promotore dell’iniziativa ritiene che il controprogetto non risolve la crisi abitativa e avrebbe solo un effetto simbolico. Non farebbe nulla contro gli aumenti esorbitanti degli affitti, che sono proprio ciò che rende allettanti le disdette collettive. Un chiaro riferimento alle disdette ricevute dagli inquilini di alcuni dei cosiddetti edifici “Sugus” nelle vicinanze della stazione centrale di Zurigo. Disdette motivate dalla necessità di una ristrutturazione totale addotta dalla proprietaria di tre dei complessivi nove palazzi soprannominati “Sugus” per i loro colori sgargianti.

La maggioranza borghese del Gran consiglio sostiene invece che un controllo statale degli affitti ridurrebbe ulteriormente l’offerta di alloggi, farebbe salire ancora di più le pigioni e ostacolerebbe le ristrutturazioni.

“Iniziativa per la proprietà di alloggi”

Sul lato opposto dello scacchiere politico, l’Associazione dei proprietari fondiari (APF-HEV) ha promosso la cosiddetta “Iniziativa per la proprietà di alloggi” (“Wohneigentums-Initiative”) che mira a favorire, per le giovani famiglie, l’accesso a case o appartamenti in proprietà.

Il testo, sostenuto soltanto dall’UDC, chiede che nei progetti di edilizia residenziale sovvenzionati dallo Stato non vengano realizzati solo appartamenti in affitto, ma anche in proprietà, con una quota del 50% per ogni categoria. Gli alloggi in proprietà verrebbero inoltre messi in vendita per il loro costo effettivo e senza scopo di lucro e non potrebbero essere affittati né rivenduti con profitto per 30 anni.

Il Gran consiglio e il Consiglio di Stato respingono la rigida quota del 50% prevista dall’iniziativa, poiché ritengono che ostacoli l’impiego mirato dei fondi pubblici. Gli oppositori criticano anche l’importante onere amministrativo, come pure il fatto che gli alloggi a prezzi accessibili andrebbero persi dopo 30 anni, quando i proprietari o gli eredi potrebbero vendere l’appartamento al prezzo di mercato.

Premi di cassa malati e supplenti in Gran consiglio

Completa il menu zurighese un’iniziativa intitolata “Stop allo shock dei premi di cassa malattia”. Il testo – sostenuto da UDC, UDF e PLR e combattuto dalla maggioranza del legislativo e dall’esecutivo – chiede che l’importo dell’assicurazione malattia deducibile dalle tasse venga adeguato ogni due anni all’andamento effettivo dei premi. Finora l’adeguamento delle detrazioni è invece fissato sulla base del rincaro generale.

Altro tema in votazione: una modifica costituzionale che regola le supplenze dei deputati in Gran consiglio impossibilitati a garantire il mandato per una malattia, un incidente o una maternità. L’iniziativa parlamentare lanciata da PS, Verdi e Verdi-liberali, indica come possibili supplenti i subentranti dei vari partiti.

Già approvata dal Gran consiglio, l’iniziativa è sottoposta al voto popolare a causa della necessaria modifica della Costituzione. Unico schieramento contrario è il gruppo UDC/UDF, che sottolinea il fatto che “gli elettori scelgono una persona, non un supplente”.

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