Votazione: la Svizzera ha bisogno di nuovi aerei da combattimento?

"L'acquisto di nuovi aerei da combattimento non può essere rimandato"

La Svizzera ha bisogno di nuovi aerei da combattimento per "assicurare la missione di difesa dell'esercito" e "garantire la protezione della popolazione", afferma il deputato Thomas Hurter. L'esponente dell'Unione democratica di centro illustra i motivi per cui il popolo svizzero deve accettare il credito di 6 miliardi di franchi per i nuovi caccia alla votazione federale il 27 settembre.  

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 agosto 2020 - 20:55
Thomas Hurter, consigliere nazionale, Unione democratica di centro

Il 27 settembre la Svizzera deve prendere una decisione fondamentale: vuole continuare a proteggere autonomamente il suo cielo? Il Consiglio federale e il Parlamento vogliono rinnovare la difesa aerea con l'acquisto di nuovi aerei da combattimento per un importo massimo di 6 miliardi di franchi. I velivoli attuali sono in servizio dal 1978 e dal 1996. Ogni Paese neutrale e sovrano possiede le proprie forze aeree, le quali includono degli aerei da combattimento funzionali.

Oltre al suo ruolo di difesa, in tempo di pace l'aviazione militare svolge anche compiti di controllo e fornisce servizi di assistenza, proprio come la polizia a terra. Le forze aeree garantiscono la sicurezza durante le conferenze e aiutano gli aerei in difficoltà. Solo sostituendo la flotta attuale, obsoleta, si potrà continuare a garantire la protezione della popolazione. Allo stesso tempo viene anche assicurato a lungo termine il supporto alle forze terrestri. Se la popolazione respingerà l'acquisto di nuovi velivoli in autunno, la Svizzera non avrà più delle forze aeree a partire dal 2030. Non sarà più in grado di svolgere i suoi compiti e quindi di riempire il mandato di difesa dell'esercito.

Sia l'acquisto che il funzionamento dei nuovi aerei saranno finanziati esclusivamente con il budget ordinario dell'esercito. Non ci sono crediti supplementari o speciali e né l'istruzione né altri settori sostenuti dallo Stato vedranno i loro fondi diminuire a causa dell'acquisto. Lo Stato ha vari compiti da svolgere. Tra l'altro, è anche responsabile della sicurezza dell'esercito a cui destina, a giusto titolo, parte delle sue finanze.

Esternalizzare i servizi necessari per la difesa dello spazio aereo e i compiti quotidiani indispensabili della polizia aerea non è certamente più economico che eseguirli noi stessi. Inoltre, la neutralità della Svizzera esclude il ricorso alle forze della NATO. La questione dell'approvvigionamento di mascherine durante la crisi del coronavirus ha bene evidenziato che ogni Paese si preoccupa innanzitutto dei propri problemi.

"Alternative insufficienti"

I contrari all'acquisto di nuovi aerei da combattimento, in particolare il Partito socialista, continuano a citare alternative quali aerei da addestramento, elicotteri o droni. Tutti sono classificati dal Dipartimento della difesa come inadatti per assicurare la missione della polizia aerea, siccome non possono volare né abbastanza in alto né abbastanza velocemente. Dietro le proposte dei socialisti si cela un'altra motivazione: abolire l'esercito, un obiettivo che figura nero su bianco sul programma del partito.

Non ha senso lasciare la difesa del cielo alla sola difesa antiaerea a terra, siccome si tratta di armi previste per abbattere oggetti estranei. Con degli aerei è possibile identificare i problemi sul posto e prendere quindi le decisioni appropriate. Mantenere la flotta degli F/A-18 in servizio più a lungo non è conveniente, poiché questi apparecchi raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita nel 2030. Continuare ad utilizzarli dopo questa data costerebbe parecchi soldi allo Stato.

Lo stesso vale per tutti gli altri veicoli: un'automobile che ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita deve essere sostituita. L'acquisto di nuovi aerei da combattimento non può essere rimandato. Deve avvenire ora, anche perché l'intero processo di valutazione richiederà circa 10 anni.

La nostra sicurezza è garantita da un sistema interconnesso: a fornire un contributo non sono solo le ambulanze, la polizia o i vigili del fuoco, ma anche l'esercito terrestre e le forze aeree. Tutti i componenti di questa rete hanno bisogno delle competenze e delle risorse necessarie per poter svolgere il proprio compito.

La situazione attuale mostra quanto siano instabili alcune regioni del mondo. È quindi importante guardare avanti e investire nella sicurezza attuale e futura. Per le forze aeree vale la stessa cosa che per i vigili del fuoco: non si acquista un nuovo camion dei pompieri quando la casa sta già bruciando.

Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente quelle dell'autore. Non si tratta di una presa di posizione di swissinfo.ch.

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