8 marzo: oltre 8 milioni di franchi per campagne di voto
In vista dell'8 marzo, quando il popolo sarà chiamato ad esprimersi su quattro oggetti, sono stati annunciati finora dai vari attori coinvolti 8,75 milioni di franchi per le campagne di voto.
(Keystone-ATS) Lo indica sul suo portale il Controllo federale delle finanze (CDF).
Non sorprende che il grosso della somma, ossia 5,77 milioni, sia destinato da favorevoli e avversari all’iniziativa popolare “200 franchi bastano!”, o iniziativa SSR, di UDC, Giovani PLR e Unione svizzera delle arti e mestieri. L’obiettivo di questa proposta è ridurre il canone radio-tivù dagli attuali 335 franchi l’anno a 200 franchi, esentando inoltre tutte le imprese dal pagamento di questo balzello.
Consiglio federale e parlamento hanno nel frattempo adottato un progetto, a livello di ordinanza, che prevede un taglio a tappe del canone fino a 300 franchi entro il 2029 e una riduzione del canone per le piccole e medie imprese (pagheranno le aziende con oltre 1,2 milioni di franchi di fatturato rispetto al mezzo milione attuale). Ciò comporterà un ridimensionamento, meno incisivo, dell’ente pubblico che dovrà concentrarsi maggiormente sull’informazione e la cultura, senza però dimenticare le minoranze linguistiche e le regioni discoste.
Gli oppositori all’iniziativa hanno annunciato un importo totale di 3,88 milioni. I fondi provengono dalla fondazione Media svizzeri sovrani, dal PS, dal Consiglio svizzero per la musica, dall’alleanza per la pluralità dei media, da Operazione Libero, dal comitato sportivo contro l’iniziativa per il dimezzamento e dalla Fondazione per la democrazia diretta.
I sostenitori del testo hanno investito circa la metà dei fondi nella loro campagna (1,89 milioni). Poco meno di 1,5 milioni provengono dal comitato promotore dell’iniziativa. L’Usam, l’Unione Democratica Federale Svizzera e l’Unione delle PMI e delle arti e mestieri del Cantone di Zurigo hanno contribuito con il resto della somma.
Fondo per il clima
Al testo sulla SSR, segue, distanziata, con 2,04 milioni l’iniziativa sostenuta dal campo rosso-verde per un fondo climatico. La proposta di modifica costituzionale vuole destinare a un fondo ad hoc tra lo 0,5 e l’1% del PIL, pari a 4-8 miliardi all’anno affinché la Svizzera possa raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Un’alleanza contraria al testo – Alleanza “No al fondo di debito climatico” – ha destinato 1,39 milioni per convincere gli elettori a bocciare una proposta considerata eccessivamente costosa. La sinistra, promotrice del testo, ha sborsato 650 mila franchi.
Imposizione individuale
Per l’imposizione individuale, dossier contro il quale sono stati lanciati due referendum (tra cui uno dei Cantoni), sono stati annunciati 940 mila franchi, mentre per l’iniziativa “Il denaro contante è libertà” e il controprogetto diretto non è stata presentata alcuna campagna, precisa il CDF (gli attori politici devono dichiarare le campagne il cui bilancio supera i 50 mila franchi e le donazioni superiori ai 15 mila franchi, ricorda il CDF).
Per l’imposizione individuale, sono stati messi a disposizione dai favorevoli 550 mila franchi; UDC e Centro hanno sborsato rispettivamente 200 mila franchi a testa. Con l’imposizione individuale, il parlamento intende abolire la cosiddetta “penalizzazione del matrimonio”, un obiettivo perseguito da quando il Tribunale federale ha dichiarato nel lontano 1984 l’attuale situazione anticostituzionale (la tassazione delle coppie sposate risulta superiore a quella dei concubini poiché, nel primo caso, i due redditi vengono sommati). In futuro, ogni coniuge dovrà riempire la propria dichiarazione delle imposte, come per le coppie non sposate.