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Belgio: paese senza governo, re non nomina nuovi nobili

(Keystone-ATS) Con una decisione che potrebbe essere inserita nel capitolo “tagli alla politica”, a suo modo anche il re dei belgi Alberto II protesta contro l’assenza di un nuovo governo federale che si prolunga da oltre 14 mesi.

Mentre in Italia si discute della riduzione delle auto blu, in Belgio la casa reale decide di non elargire nuove cariche nobiliari. Per il secondo anno consecutivo, in vista della festa nazionale per l’indipendenza del paese, giovedì prossimo, il sovrano non nominerà né baroni né marchesi. Sempre molto parco nel corso del suo regno nel concedere favori nobiliari, quest’anno Alberto II intende confermare la stretta già praticata lo scorso anno.

Il Palazzo reale ritiene infatti che nominare nuovi nobili mentre il governo è ancora dimissionario e il paese è senza una guida non sia un buon segnale da dare ai cittadini La televisione fiamminga Vtm che ha fatto filtrare la notizia ipotizza che il rifiuto del re di concedere titoli a personalità belghe è un modo da parte del sovrano di esprimere l’insoddisfazione per l’assenza di un nuovo governo federale.

Da 14 mesi, il Belgio è guidato da un governo in carica per gli affari correnti e il ping pong tra comunità francofona e comunità fiamminga, che sembra continuare all’infinito, è elemento di grossa frustrazione anche per il re, che ha finora fallito nel suo ruolo di mediatore. L’ultima battuta d’arresto risale al 7 luglio scorso, quando il leader del partito nazionalista fiammingo N-Va, Bart De Wever, ha respinto il progetto messo a punto dal socialista francofono di origine italiana Elio Di Rupo, per avviare i negoziati sia sulla formazione di un nuovo governo nazionale, sia su una riforma dello Stato che assicuri più competenze alle Regioni.

L’opinione prevalente tra gli osservatori è che siano ormai inevitabili nuove elezioni politiche anticipate. L’unico freno: la paura contagio della crisi greca e il rischio che il Belgio possa finire nel mirino di un attacco della speculazione internazionale. Privando personalità belghe di un nuovo titolo nobiliare o dell’estensione di quello già in vigore ad altri familiari, è un modo molto “reale” per esprimere il disappunto per una classe politica che non riesce a trovare una soluzione alla crisi.

Non è un caso che tra le nomine più popolari fatte da Re Alberto ci sia quella di un atleta e non di un politico: il re della pista Eddy Merckx, primo atleta in Belgio ad essere insignito del titolo di barone.

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