Biden al confine col Messico per fermare caos migranti
(Keystone-ATS) Per la prima volta da quando è presidente degli Stati Uniti Joe Biden vola al confine con il Messico, nella città texana di El Paso, epicentro della crisi dei migranti, diventata il simbolo di decenni di politiche americane fallimentari.
Un visita delicata che ha attirato sull’inquilino della Casa Bianca critiche bipartisan. Da una parte i repubblicani gli rinfacciano di avere impiegato due anni per compiere questo passo, dall’altra i democratici e gli attivisti gli rimproverano di aver varato un piano disumano che limita ulteriormente gli ingressi negli Usa. E poi c’è il Messico, dove il Biden si sposterà per il vertice dei leader nordamericani lunedì e martedì, che lo ha ammonito che le nuove misure oltrepassano una “linea rossa” e sono inaccettabili.
L’obiettivo della visita del presidente americano, che sarà accompagnato dal ministro per la Sicurezza interna Alejandro Mayorkas, è rassicurare la comunità e i politici locali che la gestione del fenomeno è in cima alla sua lista di priorità, anche se dopo che i repubblicani hanno ripreso il controllo della Camera sarà difficile far approvare il suo piano sull’immigrazione presentato nei giorni scorsi. Tra le nuove misure per favorire un afflusso di persone piu’ regolato la possibilità ogni mese per 30mila migranti da Cuba, Nicaragua, Venezuela e Haiti di entrare legalmente negli Usa se in possesso dei requisiti, per un periodo di due anni e con un permesso di lavoro. Nello stesso tempo Biden vuole imporre un giro di vite per chi entra illegalmente negli Stati Uniti. “Non presentatevi al confine senza aver iniziato i passi legali”, ha avvertito il presidente promettendo una politica “ordinata, sicura e umana”.
Aggettivi sconosciuti a El Paso, dove di recente il sindaco democratico ha dichiarato lo stato d’emergenza. Le strade della città sono invase da centinaia di migranti che dormono per strada al freddo, il centro convegni è stato trasformato ormai in modo permanente in un rifugio per richiedenti asilo e sono migliaia le persone che continuano ad arrivare ogni giorno al confine tra Texas e Messico. Nel 2020 sono stati 2,2 milioni i migranti fermati dalle forze di frontiera, un numero record che include anche chi ha provato a passare piu’ di una volta.
Il governatore dello Stato, Greg Abbott, ha continuato ad attaccare la Casa Bianca e le sue misure sull’immigrazione. “Gli americani vedono chiaramente che le politiche dei confini aperti di Biden sono responsabili di questa crisi”, ha attaccato il repubblicano che, assieme al governatore della Florida Ron DeSantis, in questi mesi ha sfruttato la sofferenza di migliaia di persone caricandole su autobus o altri mezzi in direzione di diverse località degli Stati Uniti. La sera di Natale oltre 130 persone sono state spedite da Abbott fuori dalla residenza della vice presidente Kamala Harris, con temperature che sfioravano -15 gradi. Di fronte a queste provocazioni i sindaci di New York e Chicago, due delle città prese di mira da diversi governatori conservatori, hanno deciso di scrivere una lettera aperta chiedendo di fermare l’invio di autobus di migranti. “È evidente che l’afflusso di richiedenti asilo ha causato preoccupazione in diversi Stati. Anche se la condividiamo, sovraccaricare le nostre città non è la soluzione”, hanno sottolineato Eric Adams e Lori Lightfoot, che nelle rispettive città hanno accolto solo nelle ultime settimane circa 30.000 persone, provenienti proprio dal Texas.