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Democrazia diretta in Svizzera

Birmania: partito Suu Kyi si proclama vincitore elezioni

Le elezioni si sono tenute in un clima di forte consenso interno per Aung San Suu Kyi, che guida di fatto il governo, nonostante il precipitoso crollo della reputazione della "Signora" per il suo rifiuto di smarcarsi da posizioni nazionaliste sulla questione del trattamento dei musulmani Rohingya. KEYSTONE/AP/Aung Shine Oo sda-ats

(Keystone-ATS) Il partito di Aung San Suu Kyi ha rivendicato una “vittoria a valanga” nelle elezioni legislative tenutesi ieri, e conta di conquistare ancora più seggi di quanti ottenuti nel trionfo del 2015.

Lo ha annunciato il portavoce Myo Nyunt, mentre i risultati definitivi non sono ancora stati compilati dalla Commissione elettorale.

Dati interni della “Lega nazionale per la democrazia” di Suu Kyi danno la maggioranza assoluta al partito della “Signora”, ben di più dei 322 seggi necessari per formare un governo e con la possibilità che venga superata anche la quota di 390 seggi di cinque anni fa. In palio ci sono 315 seggi nella Camera bassa e 161 in quella alta. In entrambe, la Costituzione assegna ai militari un quarto dei seggi.

Le elezioni si sono tenute in un clima di forte consenso interno per Suu Kyi, che guida di fatto il governo, nonostante il precipitoso crollo della reputazione della “Signora” per il suo rifiuto di smarcarsi da posizioni nazionaliste sulla questione del trattamento dei musulmani Rohingya.

Circa 2 milioni di elettori, concentrati nelle zone dove era probabile la vittoria di partiti espressione delle minoranze etniche, non hanno potuto esprimere la loro preferenza dopo l’annullamento del voto per questioni di sicurezza in aree che hanno visto violenze negli ultimi mesi.

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