The Swiss voice in the world since 1935

Bitcoin, “il punto più basso è ormai alle spalle”

Keystone-SDA

Il Bitcoin sta al momento recuperando terreno, ma è solo un rimbalzo o la fine del mercato ribassista?

(Keystone-ATS) Secondo Dominic Weibel, responsabile delle analisi della società del settore Bitcoin Suisse, il periodo di magra sta finendo e nei prossimi due anni la criptovaluta salirà fino al 30%, verso il massimo storico di 125’000 dollari.

“Ci sono diversi segnali che ci troviamo in una fase di stabilizzazione”, afferma l’esperto in un’intervista pubblicata dal portale Cash. A suo avviso vari indicatori di prezzo indicano che il punto più basso è alle spalle. Un trend rialzista confermato richiede però il superamento delle resistenze. “Anche se il fondo è alle spalle, la strada verso l’alto può rimanere accidentata.”

Ma se la volatilità rimane – chiede il giornalista – il potenziale non è limitato? “Non necessariamente, perché un corso può salire nettamente anche con oscillazioni minori”, risponde il professionista. “Questo si adatta all’immagine di una classe di investimento più matura. Per gli investitori con budget di rischio ridotti una volatilità minore può persino facilitare l’accesso al Bitcoin.”

“L’oro mostra che un investimento non necessita di oscillazioni estreme per guadagnare valore su periodi lunghi”, argomenta lo specialista. “Nel Bitcoin, una crescente accessibilità incontra un profilo di offerta eccezionalmente rigido. Il sistema finanziario crea più denaro, più debiti e più pretese. Alti deficit statali e un crescente onere degli interessi aumentano la pressione a mantenere sostenibile il debito con bassi tassi reali e inflazione. Questo rafforza l’interesse per beni scarsi e non statali. L’emissione di Bitcoin è stabilita dal protocollo e la quantità totale è limitata a 21 milioni”.

Però l’oro – ricorda il cronista di Cash – può anche essere venduto rapidamente in caso di crisi, lo si è visto dopo lo scoppio della guerra in Iran: una minaccia anche per il Bitcoin? Se gli investitori hanno bisogno di liquidità in un difficile momento, cedono anche metalli preziosi e criptovalute, riconosce lo specialista. “Il Bitcoin può cadere nettamente insieme alle azioni. Ma anche per i titoli di stato l’effetto protettivo dipende dall’ambiente di mercato. In uno shock inflazionistico o dei tassi, azioni e obbligazioni possono subire pressione contemporaneamente. Il classico portafoglio diversificato con il 60% di azioni e il 40% di obbligazioni è quindi, a nostro avviso, obsoleto, perché i titoli di stato si muovono all’unisono con posizioni rischiose come le azioni.”

Servono quindi più beni “duri” nel portafoglio? “L’oro e il Bitcoin offrono fattori di valore alternativi e possono ridurre la dipendenza di un portafoglio dai debitori sovrani e dal potere d’acquisto delle loro valute”, osserva l’intervistato. “Sulla base di dati storici, abbiamo potuto dimostrare chiaramente che un’allocazione misurata in Bitcoin migliora in modo più significativo un portafoglio diversificato, se si effettua una riassegnazione dalle obbligazioni. Questo approccio potrebbe riscuotere sempre più consensi nei prossimi anni, poiché i grandi operatori di mercato segnalano chiaramente di voler mitigare il proprio rischio, ad esempio riducendo l’esposizione ai titoli di stato americani e orientandosi verso l’oro”.

Ciò non implica però una raccomandazione generica di sostituire le obbligazioni sicure con il Bitcoin. “È fondamentale valutare quale funzione svolga ciascun elemento del portafoglio e quanto rischio debba sostenere il portafoglio nel suo complesso”. Quindi, quanto Bitcoin? “Dipende dall’orizzonte, dalla capacità di rischio e dalla struttura patrimoniale. Per investitori di lungo periodo con propensione al rischio, un’aggiunta nella bassa fascia percentuale a una cifra può avere senso. Ponderazioni fino al 10% possono migliorare il rendimento aggiustato per il rischio. Ma il 10% non è appropriato per ogni portafoglio. A causa delle oscillazioni, può costituire una parte considerevole del rischio complessivo.”

L’analista prevede un rialzo del corso del Bitcoin (stamane a circa 78’000 dollari, pari a 64’000 franchi) del 20-30% nei prossimi due anni. “Lo ritengo realistico. L’accesso al Bitcoin diventa più ampio e la ricerca di beni scarsi e non statali rimane rilevante. Una domanda crescente incontra un percorso di emissione predeterminato. Se la domanda supera l’offerta di vendita, il mercato si adatta tramite il prezzo, con movimenti vigorosi”, conclude.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR