Borsa svizzera chiude in rialzo, SMI +0,60%
(Keystone-ATS) Seduta positiva per la borsa svizzera: l’indice dei valori guida SMI ha chiuso a 7578,97 punti (+0,60% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,51% a 7097,56 punti.
Dopo un avvio difficile e in controtendenza rispetto alle altre piazze europee, il mercato elvetico ha risalito la china e ancora in mattinata è passata in territorio positivo. Secondo gli operatori si è assistito a un rimbalzo tecnico, dopo la giornata fortemente negativa di ieri, sostenuto peraltro anche dal buon andamento delle aste di titoli di stato spagnoli e francesi. A temperare in parte l’ottimismo sono poi però arrivati diversi dati macroeconomici americani peggiori dei pronostici.
In un clima di incertezza gli investitori si sono rivolti ai valori sicuri, a cominciare dai pesi massimi difensivi Novartis (+0,90% a 67,10 franchi), Roche (+1,16% a 226,80 franchi) e Nestlé (+1,09% a 65,00 franchi). Quest’ultimo titolo ha peraltro presentato oggi un’elevata e inusuale volatilità. Partito con perdite del 2% in seguito alla pubblicazione di un fatturato trimestrale inferiore alle attese – la delusione è stata ancora più marcata considerando che nei giorni scorsi il concorrente Danone aveva sorpreso in positivo – l’azione si è poi ripresa: stando agli specialisti molti hanno approfittato dell’occasione per rientrare su un valore considerato sempre promettente.
In forte progressione ha terminato Syngenta (+2,99% a 389,60 franchi), che nei primi tre mesi è invece riuscita ad andare al di là delle previsioni. E anche Actelion (+1,33% a 53,25 franchi) è salita nel giorno in cui gli azionisti hanno respinto il rapporto sulle remunerazioni.
Si sono per contro spenti con il passare delle ore i titoli maggiormente legati alla congiuntura, come ABB (-0,55% a 19,96 franchi), Adecco (-0,10% a 47,72 franchi), e Holcim (-2,20% a 69,00 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,49% a 514,50 franchi) si è rivelata più tonica di Richemont (-0,58% a 68,15 franchi).
Transocean (+4,11% a 45,55 franchi) aveva oggi una marcia in più: il braccio di ferro in corso fra la dirigenza e il grande azionista Carl Icahn rinfocola le speranze di un aumento del dividendo.
Sotto pressione sono rimasti i bancari UBS (-1,79% a 14,24 franchi) e Credit Suisse (-1,83% a 25,27 franchi), dopo i dati trimestrali deludenti del concorrente americano Morgan Stanley. Rimanendo nel comparto finanziario non hanno avuto un andamento unitario gli assicurativi Swiss Re (-1,15% a 68,90 franchi) e Zurich (+0,04% a 239,90 franchi).
Nel mercato allargato ha presentato i bilanci annuali Valartis (invariata a 20,50 franchi).