CF: covid, nuove misure, pass in famiglia raccomandato
(Keystone-ATS) Non sarà necessario disporre del certificato sanitario – anche se rimarrà raccomandato – per ritrovarsi in famiglia a Natale o per il cenone di San Silvestro tra amici. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale adottando nuove misure per lottare contro il coronavirus.
Tra queste ci sono l’estensione dell’obbligo della mascherina, la raccomandazione del telelavoro e la possibilità per i gestori di escludere i testati da determinati eventi per i quali è necessario avere il pass. Chi rientra dall’estero dovrà inoltre sottoporsi a un doppio test.
Oltre ai focolai locali, principalmente nelle scuole e nelle case per anziani, il virus si sta nuovamente diffondendo tra la popolazione. L’aumento delle ospedalizzazioni, che concerne pazienti di tutte le età, è preoccupante: il numero di nuovi ricoveri dovuti al covid è raddoppiato in due settimane, ha sostenuto il consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa.
A ciò si aggiunge l’arrivo della nuova variante Omicron, definita “preoccupante” dall’OMS e dallo stesso Berset. Lo scopo delle misure annunciate oggi – entreranno in vigore lunedì e lo resteranno almeno fino al 24 gennaio – non è combattere direttamente la variante Omicron, ma ridurre il numero di infezioni causate dalla Delta. L’idea è di alleggerire il più possibile le strutture ospedaliere. Uno strumento importante per farlo è anche la dose di richiamo della vaccinazione. Nelle persone vaccinate o guarite, il decorso della malattia è invece solitamente lieve.
Estensione dell’obbligo del certificato
Per reagire al forte aumento dei pazienti covid ricoverati negli ospedali e alla comparsa della variante Omicron, il Consiglio federale ha decretato che l’obbligo di presentare il certificato sarà esteso a tutte le manifestazioni pubblicamente accessibili che si svolgono al coperto, così come a tutte le attività sportive e culturali amatoriali che si tengono al chiuso. L’eccezione per i gruppi fino a 30 persone viene così soppressa.
La disposizione speciale per i servizi religiosi, che prevede la possibilità di accogliere all’interno dei luoghi di culto fino a 50 persone senza pass, viene invece mantenuta. L’accesso alla messa di Natale sarà così garantito a tutti, a condizione di indossare una mascherina protettiva.
Per gli eventi all’aperto, il limite per l’obbligo del pass covid scende invece da 1000 e 300 partecipanti. Vengono parallelamente eliminate, considerato che coloro che volevano farsi vaccinare hanno potuto farlo, tutte le restrizioni di capacità decise in base alla legge Covid-19, soprattutto nei luoghi chiusi.
Per quanto riguarda il ricorso al pass covid, rispetto alle misure inviate martedì in consultazione c’è una importante novità: alle riunioni private – in famiglia o tra amici – in spazi chiusi alle quali partecipano più di 10 persone il certificato non sarà imposto. È però “fortemente, fortemente raccomandato”, ha detto Berset appellandosi alla responsabilità individuale.
Mascherina quasi ovunque
Altro provvedimento deciso dal governo: la mascherina dovrà essere portata negli spazi interni delle strutture pubblicamente accessibili, incluse le manifestazioni al chiuso ma non le riunioni private, in cui vige l’obbligo del certificato covid.
Dove non è possibile mettere una mascherina protettiva sono previsti provvedimenti alternativi. Nei ristoranti si potrà consumare solo restando seduti. Nel caso in cui non si possa indossare la maschera, per esempio durante attività culturali e sportive, vanno registrati i dati di contatto.
“2G”
Da notare anche che per tutte le strutture pubbliche soggette all’obbligo del certificato e tutte le manifestazioni – al chiuso come all’aperto – è inoltre prevista la possibilità di limitare l’accesso alle persone vaccinate e guarite (il cosiddetto dispositivo “2G”, dal tedesco “geimpft” e “genesen”) e di rinunciare all’obbligo della maschera. Questa misura è stata pensata anche per le discoteche, dove è difficile immaginare di consumare restando seduti a un tavolo.
Telelavoro, scuole e test
È previsto anche un rafforzamento delle misure sul posto di lavoro. Per ridurre i contatti viene fortemente raccomandato il telelavoro, ma non sarà obbligatorio. Dal punto di vista epidemiologico una regola vincolante sarebbe tuttavia più efficace, afferma il governo. Altra novità: tutti i dipendenti devono indossare la mascherina negli spazi chiusi, se sono presenti più persone.
Il governo ha poi rinunciato anche ai test nelle scuole, visti i pareri contrari di 17 Cantoni su 26. Berset ha tuttavia detto che tale misura potrebbe tornare d’attualità in futuro.
Circa la validità dei certificati sanitari ottenuti grazie a un tampone, solo quelli generati da un test rapido saranno valevoli 24 ore in meno (ossia 24 ore invece di 48). I test PCR continuano ad essere validi per 72 ore.
Doppio test per chi viaggia
Nella sua seduta il Consiglio federale ha anche modificato le disposizioni per l’entrata in Svizzera. Da domani saranno stralciati tutti i Paesi dall’elenco degli Stati e delle regioni per i quali vige l’obbligo della quarantena.
Chi entra nel nostro Paese – dai 16 anni di età – dovrà quindi sottoporsi a un doppio test: uno PCR prima dell’arrivo in Svizzera e un secondo – PCR o antigenico rapido – tra il quarto e il settimo giorno dopo l’entrata. In questo modo si può identificare le persone che sono state contagiate poco prima o durante il viaggio. I costi del test sono a carico delle persone interessate.
Le nuove disposizioni non concernono chi viaggia nelle zone di frontiera (frontalieri compresi quindi). Continueranno a essere esentati dal modulo di contatto e tal tampone.