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Cile: assassinato in Argentina ex aguzzino di Pinochet

(Keystone-ATS) Un’inattesa e tuttora misteriosa morte “eccellente” ha causato costernazione nel mondo politico e militare cileno. Ieri sera, in un appartamento del centro di Buenos Aires, è stato trovato assassinato con oltre 20 pugnalate Enrique Arancibia Clavel, 57 anni, un ex membro di spicco dei servizi segreti (Dina) della dittatura (1973-1990) di Augusto Pinochet.

Nel 2004, dopo essere stato detenuto nel 1996 a Buenos Aires, era stato condannato all’ergastolo dalla giustizia argentina per aver ordito, nel 1974, l’attentato in cui persero la vita l’ex capo dell’esercito cileno Carlos Prats e sua moglie e in cui l’ex agente della Cia Michael Townley si incaricò di porre l’esplosivo nella loro auto.

L’ex sgherro di Pinochet, uscito dal carcere nel 2007 e in libertà vigilata, sbarcava il lunario con un’agenzia di autonoleggio. Noto omosessuale, il suo corpo è stato scoperto dal suo compagno. Anche se non escludono il crimine sessuale, i media di Santiago, ma soprattutto i blog, lasciano intravedere altri ipotesi, poiché era ritenuto “un uomo che sapeva troppo”.

Oltre all’attentato contro Prats – mentre lo pianificava, secondo gli atti del processo, aveva avuto contatti con ex terroristi di destra italiani – Arancibia aveva preso parte in prima linea nel tristemente famoso Piano Condor, coordinato dalle dittature di allora per sequestri e omicidi in vari Paesi della regione.

Il ministro degli interni cileno, Rodrigo Hinzpeter si è detto “costernato” per la morte, mentre i familiari dei Prats, pur dicendosi “colpiti”, non hanno rilasciato dichiarazioni.

Mireya Garcia, vicepresidente dell’Associazione dei familiari dei desaparecidos (Afdd), si è invece lamentata: “È morto da un uomo libero, mentre doveva restare in carcere”. E aggiunto: “Purtroppo con la scomparsa di uno come lui che sapeva molte cose delle politiche repressive di quei tempi, si perde un testimone che avrebbe potuto chiarire molti crimini”.

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