Cooperazione umanitaria: la Svizzera sblocca più di 1,5 miliardi

La Svizzera si avvicina alla promessa di destinare il 5% del Pil agli aiuti umanitari Keystone

L'aiuto umanitario della Confederazione per il quadriennio 2002-2005 dovrebbe ammontare a 1,5 miliardi di franchi, se il parlamento accetterà il messaggio presentato mercoledì dal Consiglio federale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 novembre 2001 - 15:32

L'aiuto umanitario della Confederazione aumenta di 121 milioni di franchi, ma la Svizzera vuole potenziare anche i mezzi messi a disposizione per azioni dirette e le sovvenzioni ad operazioni condotte da diverse organizzazioni.

Aumentano in particolare i contributi ai paesi dell'ex blocco sovietico: 500 milioni di franchi per l'assistenza tecnica, economica e finanziaria ai paesi dell'est. Secondo il governo, un altro mezzo per portare «maggiore sicurezza al mondo». Nel 2000, l'adesione della Confederazione al patto di stabilità per l'Europa sudorientale ha pure causato spese supplementari. Inoltre, dall'autunno scorso Berna sostiene riforme politiche e economiche nella Repubblica federale di Jugoslavia.

Per i paesi del sud la Svizzera accorderà 9,5 milioni di franchi all'anno per tre anni, per l'impegno dei volontari nel periodo 2002-2004. Un aumento del 3,3% rispetto al triennio precedente per un totale di 28,5 milioni di franchi. L'aumento andrà a beneficio della copertura sociale dei volontari svizzeri che operano sul terreno. Ciò in riconoscimento dell'importante lavoro svolto in una quarantina di paesi africani. Il Consiglio Federale ha deciso quindi di prolungare il programma "Unité" che raggruppa una trentina di organizzazioni non governative svizzere.

I due crediti proposti oggi dal governo sono iscritti in due disegni di legge indipendenti, ha indicato in una conferenza stampa a Berna il consigliere federale Joseph Deiss. Il sostanzioso aumento (+450 milioni) dell'aiuto umanitario è in realtà essenzialmente frutto di movimenti contabili: per la prima volta il contributo di 280 milioni destinato alla sede del CICR è incluso nell'aiuto umanitario.

Per i prossimi anni (2003-2004) Deiss ha promesso un potenziamento dei crediti per il CICR, «istituzione per cui la Svizzera ha una responsabilità particolare», portandoli dagli attuali 90 a oltre 100 milioni di franchi.

Complessivamente, ha spiegato Deiss, Berna accresce comunque il proprio contributo, soprattutto alla voce «azioni dirette», che passano da 110 a 180 milioni di franchi. Con questo aumento Berna intende avvicinare progressivamente l'ammontare dell'aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,4 % del prodotto nazionale lordo (PNL, vale a dire la somma del Prodotto interno lordo e dei redditi provenienti dall'estero, meno i trasferimenti di reddito all'estero).

Deiss ha sostenuto con ardore il credito per l'aiuto umanitario, che «è l'espressione più visibile e conosciuta della nostra solidarietà internazionale, la cui neutralità, indipendenza e pertinenza sono largamente riconosciute».


Swissinfo e agenzie

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