Alfredo Bortoluzzi: la lezione del Bauhaus
Con questo titolo, il museo d'arte di Mendrisio presenta, fino al 10 giugno, un'importante retrospettiva sull'opera del pittore italo-tedesco, che fu allievo di Kandinsky e di Klee alla celebre scuola del Bauhaus, uno dei maggiori centri d'interesse della cultura europea degli anni '20 e '30.
La mostra si apre con una serie di opere, che Klee, al tempo del Bauhaus, donò a Bortoluzzi, la cui luminosa opera pittorica rimane in gran parte ancora sconosciuta.
Bortoluzzi visse nel Bauhaus dal 1927 al 1930, poi, dopo un breve soggiorno a Parigi, tornò in Germania, dove trascorse decenni di fervide esperienze creative, tra le quali spicca distintamente la fondamentale lezione ricevuta da Paul Klee.
Nella contrapposizione tra la stella e il cuore (un’immagine ricorrente nei suoi dipinti), nell’affrontare due volti, nel rappresentare un abbraccio, Bortoluzzi dà, più o meno consapevolmente, espressione a quella che fu la concezione di Klee dell’arte come “gioco con le cose ultime”.
Nato nel 1905 a Karlsruhe, da genitori italiani (il padre era mosaicista, la madre stilista) Alfredo Bortoluzzi non intraprende la carriera universitaria, come avrebbe voluto suo padre, ma qella artistica.
Dapprima frequenta l’accademia di Karlsruhe e in seguito, a a partire dal 1927, il Bauhaus, dove sarà allievo di Albers, Kandinsky, Schlemmer e, soprattutto, di Klee, che lascerà un’impronta inconfondibile nella sua opera grafica e pittorica.
Al museo di Mendrisio si possono ammirare un centinaio di opere su carta e dipinti, presentati in un percorso tematico, allestito dall’architetto Mario Botta, nel quale si delineano i diversi momenti della pittura di Bortoluzzi.
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