Attacco “dadaista” contro l’Udc
Proibite l'Udc! La provocatoria esortazione proviene da un regista teatrale tedesco, Christoph Schlingensief, che la grida con tanto di megafono sulle piazze di Zurigo. Il partito di Blocher ha risposto annunciando che si opporrà ai finanziamenti dello Schauspielhaus.
Christoph Schlingensief è l’attuale “enfant terrible” della scena teatrale nel mondo germanico. Nell’ambito della rassegna “Documenta 1997” a Kassel, lanciò il grido: “Uccidete Helmut Kohl!”. L’anno scorso a Vienna mise accanto alla Staatsoper dei container con richiedenti l’asilo in attesa di espulsione, sotto lo slogan: “Fuori gli stranieri!”. A Zurigo, Schlingensief sta facendo le prove del suo “Hamlet” (la prima è prevista per il 10 maggio), nel quale mette in scena la storia di un ex-neonazista che partecipa a un programma di risocializzazione nella Germania federale.
Dati i suoi precedenti, non c’è da meravigliarsi che in gennaio, appena saputo che il regista tedesco era stato invitato a dare il suo spettacolo allo Schauspielhaus (il teatro cittadino), due consiglieri comunali dell’Udc presentassero un’interrogazione al Municipio. Chiedevano di sapere come si sarebbe difesa la Città contro eventuali azioni legali conseguenti alle provocazioni di Schlingensief; e manifestavano preoccupazione per la “sicurezza pubblica” turbata nel caso che “dimostrazioni e tumulti” avessero eventualmente accompagnato lo spettacolo.
A questa provocazione politica Schlingensief ha risposto a modo suo: è sceso in piazza ed ha cominciato ad esortare la gente a chiedere che venga vietato un partito xenofobo come l’Udc. Per l’artista tedesco, anche il club di hockey ZSC andrebbe proibito, perché non agirebbe con sufficiente energia contro gli hooligans ed i tifosi fanatici, tra i quali attecchisce l’estremismo di destra.
La conseguenza è stata la posizione rigida dell’Udc nei confronti del finanziamento al teatro cittadino. La reazione degli ambienti intellettuali ed artistici zurighesi appare divisa. Da un lato c’è chi, come gli stessi dirigenti dello Schauspielhaus, difendono comunque a spada tratta il regista tedesco. Chi lo accusa di mettere a repentaglio, così facendo, il lavoro di altri artisti presso il teatro cittadino. C’è chi vede nella provocazione di Schlingensief un’occasione per far uscire allo scoperto i partiti politici sul terreno dell’estremismo di destra, dove le reticenze non mancano.
E non manca chi , come il quotidiano “Tages-Anzeiger”, prende la cosa con un po’ d’ironia, dopo aver denunciato anche l’evidente aspetto pubblicitario dell’azione del regista tedesco. Il giornale rimprovera anche l’Udc e lo Schauspielhaus di prendere Schlingensief troppo sul serio, più di quanto faccia egli stesso. Infatti, in un comunicato, i dirigenti del teatro cittadino hanno scritto che Schlingensief “con i suoi spettacoli provocatorî persegue un alto obiettivo morale”, quando è evidente che si fa anche un sacco di pubblicità.
L’Udc non avrebbe invece capito, sempre secondo il giornale zurighese, il linguaggio dadaista, una specie di “nonsense-tritatutto”.
Silvano De Pietro, Zurigo
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