Dimissionario il direttore del Centro culturale svizzero di Milano
Il direttore del Centro culturale svizzero di Milano (CCS) Chasper Pult lascerà le sue funzioni dall'estate prossima. La decisione di dimissionare dall'incarico è dovuta a motivi personali, come ha indicato martedì a Zurigo Pro Helvetia, la fondazione svizzera che promuove la cultura ed incoraggia il dialogo e gli scambi culturali.
Cinque anni dopo la sua entrata in funzione Chasper Pult rientra dunque in Svizzera. Lo fa, come ha dichiarato a swissinfo, perché “dopo cinque anni penso si possa anche capire che si ha voglia di cambiare ed anche di abbandonare una città che, per la sua qualità di vita, non è molto attraente quando si ha famiglia”. Tornerà al suo primo amore l’insegnamento, tenendosi però “disponibile, aperto per vari progetti culturali”.
Oltre a Pult un altro romancio, il presidente di Pro Helvetia Bernard Cathomas ha dimissionato dalla carica per passare alla direzione della Radio televisione Romancia. Cathomas voleva dare alla Fondazione svizzera per la cultura un’organizzazione più snella. L’obiettivo era quello di ridurre i costi amministrativi, che attualmente inghiottono circa un terzo dei 30 milioni di franchi annui messi a disposizione dalla Confederazione. Il mese di luglio dello scorso anno i 35 membri del consiglio di fondazione di Pro Helvetia, l’organismo che in seguito a tale progetto di riforma si sarebbe visto esautorato dall’assegnazione dei crediti culturali, avevano però votato per una riforma più moderata. Una decisione che ha indotto Cathomas alle dimissioni.
Prima di assumere la direzione del Centro culturale svizzero di Milano (una delle quindici antenne all’estero di Pro Helvetia), Chasper Pult, 51 anni, autorevole linguista proveniente dalla Bassa Engadina formatosi alle università di Zurigo e Parigi, ha insegnato a Coira e nelle università di Ginevra, Friborgo e Zurigo. Specialista di culture minoritarie, già presidente della Lia Rumantscha, per dodici anni è stato membro del consiglio di fondazione di Pro Helvetia, di cui otto quale membro del comitato direttivo della Fondazione svizzera per la cultura.
In questi cinque anni Pult, che è stato il creatore del CCS, ha diretto e consolidato le attività culturali di quest’antenna di Pro Helvetia in Italia organizzando, con successo, manifestazioni e mostre nei campi della musica, della letteratura, delle arti visive e delle scienze umane. Un bilancio soddisfacente se si pensa che fino a quattro anni fa la cultura svizzera in Italia era presente, essenzialmente, attraverso l’Istituto svizzero di Roma, attivo dal 1948, ma con il mandato di accogliere giovani ricercatori ed artisti svizzeri per dei soggiorni di studio e di lavoro nella città eterna.
Il Centro culturale svizzero di Milano (CCS), inaugurato il 2 luglio 1997, ha invece quale obiettivo prioritario la promozione della cultura svizzera in Italia e l’intensificazione degli scambi culturali tra i due Paesi. Una struttura, come rileva lo stesso Pult, che si è integrata “perfettamente nella dinamica culturale milanese e che è molto seguita da un folto pubblico di alta competenza culturale”.
In questi quasi quattro anni di attività il CCS è stato inoltre il motore di una serie di attività culturali legate a tematiche svizzere lanciate e coordinate in tutta Italia dove, come precisa il direttore Pult “abbiamo trovato un riscontro molto preciso”. Ora che Chasper Pult se ne va i milanesi in particolare e gli italiani in generale conoscono un po’ di più la cultura e le attività culturali che si fanno in Svizzera. Un risultato da non sottovalutare perché raggiunto in un Paese che primeggia, a livello mondiale, in ambito culturale ed artistico.
Sergio Regazzoni
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