Donne, donne, a che punto siamo?
L'8 marzo è l'occasione per riflettere sulla situazione della donna nella nostra società. Per una volta, però, non vogliamo proporre analisi sociologiche o politiche, ma dare voce alle protagoniste della giornata, per sentire come si situano, nella loro condizione di donna, in seno alla nostra società.
Anita, traduttrice di professione, non nasconde la sua soddisfazione per essere riuscita a conciliare lavoro e maternità. La sua ditta infatti le permette di lavorare al cinquanta percento da casa: una soluzione moderna e vantaggiosa, ma che ha anche i suoi inconvenienti “Noi donne di oggi – dice Anita – non siamo più soltanto mamme o soltanto lavoratrici e ciò è anche gratificante. Ma assumere i due ruoli costa fatica. Ad esempio quando alla sera devo lavorare, il bambino magari non vuole dormire e vuole la mamma”.
Anita inoltre sottolinea come la soluzione da lei trovata con il suo datore di lavoro sia il frutto dell'”umanità” di quest’ultimo e non di un diritto: le lavoratrici che diventano mamme devono ancora ringraziare se viene concessa loro un po’ di comprensione.
Luisa è mamma e casalinga a tempo pieno. Ad accaparrarla sono soprattutto i suoi due ultimi figli, due gemellini di due anni: la schiena ha risentito degli sforzi quotidiani e recentemente ha dovuto essere operata. Per Luisa non si discute: “la donna è ancora troppo sottomessa all’uomo.
I mariti quando rientrano alla sera, si occupano solo sporadicamente dei bambini, perché sono stanchi della giornata. Ma anche lei è stanca e avrebbe bisogno di aiuto. “Anch’io vorrei poter dire: ora leggo il giornale, ora mi riposo, avere il mio spazio”. Il divario tra uomo e donna è ancora troppo grande.
Un’esperienza tutta diversa quella di Sonia, psico-pedagogista e giovane nonna. Lei si è iscritta all’università dopo avere avuto le due figlie. Ha potuto completare i suoi studi e portare avanti la carriera grazie all’ottima collaborazione con il marito.
Però una cosa la fa riflettere – e anche un po’ sorridere: quando sono in coppia, la gente tende a rivolgersi soprattutto al marito e magari si complimenta con lui di idee o progetti che è stata in realtà lei a suggerire. “La visibilità della donna – conclude Sonia – è ancora molto embrionale: in qualche modo lo sguardo sulla donna è offuscato dalla presenza maschile”.
Infine vogliamo chiudere con Maria, 82 anni, madre di cinque figli e nonna. Raggiungere la parità fra i sessi le sembra impossibile. Certo è che con gli anni la donna ha fatto molte conquiste “e se ne farà altre ancora, sarà ancora meglio”. E se potesse rinascere, sceglierebbe ancora di essere donna? Maria ride: “è una cosa che non si può scegliere; quel che è certo è che sono contenta di essere nata donna!”.
Lucia Mottini
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