Heidi e grandi nomi del cinema mondiale a Berlino
Dal 7 al 18 febbraio il Festival del film di Berlino presenta un cartellone ricco di grandi autori e interpreti della cinematografia mondiale: l'ultima rassegna diretta da Moritz de Hadeln propone, tra l'altro, pellicole di John Boorman, Steven Soderbergh, Spike Lee, Jean-Jacques Annaud e Giuseppe Tornatore. La produzione svizzera, quest'anno piuttosto folta, è guidata dal film Heidi di Markus Imboden.
Si apre la cinquantunesima edizione della Berlinale. E puntuali come sempre arrivano le critiche legate alla massiccia presenza di film made in Hollyood che rischierebbero di oscurare le altre cinematografie, a cominciare da quella tedesca, addirittura assente dal concorso. E’ un tormentone.
Eppure basterebbe risalire alle origini, nel 1951, quando la guerra fredda era una realtà e Berlino una città divisa. E da lì nacque l’idea di inventarsi una vetrina per il cinema, prevalentemente americano, da illuminare a dovere, con contorno divistico, per mostrare ai poveracci del settore comunista quanto l’Occidente fosse brillante. La presenza statunitense a Berlino è quindi una questione di dna, praticamente imprescindibile.
Il festival viene inaugurato da Enemy at the gates, film che batte bandiera produttiva tedesca, firmato da Jean Jacques Annaud, regista francese, con un cast che pesca indifferentemente in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e nella stessa Germania. Seguono diversi altri titoli importanti, come Bamboozled di Spike Lee, Finding Forrester di Gus Van Sant, Traffic di Steven Soderbergh, Wit di Mike Nichols, Hannibal di Ridley Scott e 13 days di Roger Donaldson.
I cultori dell’arte cinematografica potranno poi sbizzarrirsi nel seguire i titoli della massiccia pattuglia asiatica o quella europea capitanata dagli inglesi John Boorman con The tailor of Panama e Michael Winterbottom con The Claim e lo svedese giramondo Lasse Hallstrom che firma Chocolat come prodotto del Regno Unito. Dopo anni di polemiche torna ad essere importante anche la presenza italiana con Le fate ignoranti, coproduzione franco italiana diretta dal regista di origine turca Ferzan Ozpetek e Malena di Tornatore.
Particolarmente nutrita anche la spedizione svizzera, guidata dal film Heidi di Markus Imboden, la speranza del cinema elvetico di quest’anno che partecipa al concorso nella sezione film per bambini. L’adattamento del celebre romanza di Johanna Spyri, di cui ricorre il 100esimo anniversario della morte, è interpretato dall’attrice tedesca Cornelia Grösche e da Paolo Villaggio nelle vesti del nonno.
Nella sezione Neue Deutsche Filme figura invece Gripsholm di Xavier Koller, pellicola selezionata anche per rappresentare la Svizzera agli Oscar di quest’anno. Da citare anche Do It di Sabine Gisiger e Marcel Zwiingli, già premiato come miglior documentario elvetico alla recente rassegna di Soletta. La Svizzera è inoltre presente con L’amour, l’argent, l’amour di Philipp Gröning, che mette in risalto le doti della giovane attrice Sabine Timoteo, pure premiata a Soletta.
Antonello Catacchio
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