Heidi, un sempreverde simbolo svizzero
La nuova pellicola proposta al Festival di Berlino, in concomitanza con il 100esimo anniversario della morte di Johanna Spiry, "mamma" della ragazzina nata nelle Alpi, è solo un ulteriore esempio della sua longevità. Il personaggio Heidi non sembra risentire del secolo di vita ed è ormai anche la bandiera di una regione turistica. Heidi, che affare !
La storia è semplice e lineare: la versione originale (la trama del film presentato a Berlino è leggermente diversa) vede la protagonista condurre un’esistenza da favola in compagnia del nonno sulle Alpi svizzere, fino a quando la zia Dette di Francoforte non decide di portarla con se per occuparsi della sua educazione. Qui Heidi incontra Clara, costretta su una sedia a rotelle e fa amicizia con lei. La ragazzina abituata a vivere negli spazi aperti dei suoi pascoli sulle Alpi fatica ad abituarsi alla vita in una grande città inospitale. Com’è facile prevedere, alla fine, la piccola tornerà alla capanna di suo nonno per la sua gioia e per quella di tutti gli amanti delle storie a lieto fine. Una trama che ha riscosso un successo mondiale.
Ma Johanna Spiry se lo sarebbe aspettato? I suoi due romanzi dedicati alle vicende di Heidi e dei suoi compagni, pubblicati nel 1880 e nel 1881, hanno dato il via ad una vera e propria saga mediatica attorno al personaggio da lei creato. Tanto per cominciare i romanzi hanno venduto più di 50 milioni di copie e sono stati tradotti in 50 lingue diverse. Tutt’altro che noccioline.
Neanche l’industria del cinema ha tralasciato le opere di Johanna Spiry. Sono ben 6 i film che descrivono, più o meno fedelmente, l’idilliaco Alpe del nonno, la grigia grande città ed i sentimenti della piccola Heidi. Nel 1937 fu addirittura la bambina prodigio americana Shirley Temple ad interpretarne la parte.
Oltre ai lungometraggi, ricordiamo la serie di cartoni animati giapponese, realizzata a partire dal 1974, che per anni è stata trasmessa con grande successo in tutto il mondo e che ha sicuramente contribuito a far conoscere il personaggio alle giovani generazioni. Attualmente, sulla nuova onda di interesse suscitata dalla realizzazione del film di Heinz Imboden, sta circolando per la Svizzera anche una pièce teatrale ispirata al romanzo della Spiry.
Heidi un po’ come la tour Eiffel, la Coca Cola e la pizza. Mondialmente conosciuta ed apprezzata e dunque anche vettore di promozione turistica. E proprio per questo, il 1. gennaio 1997, è nata Heidiland. Questa regione comprende più di 20 paesi, più o meno grandi, nei dintorni di Sargans e Bad Ragaz, nel Cantone dei Grigioni. La griffe di Heidi è onnipresente nella zona: si passa dal Heidi-pane, agli Heidi-asciugamani alle Heidi-statuette di plastica che la ritraggono in compagnia delle Heidi-pecorelle.
Una rappresentante della “Ferienregion Heidiland” contattata da swissinfo rileva come “la nostra zona è proprio quella dove Johanna Spiry ha ambientato la vicenda”. Il concetto è ancora in una fase di consolidamento ma i turisti, tra i quali moltissimi giapponesi, sembrano già gradire. Ad esempio, a Maienfeld, il piccolo villaggio natale di Heidi, si contano fino a 60’000 visitatori all’anno.
E’ praticamente certo che il nuovo film presentato a Berlino darà ulteriore linfa allo slancio della Heidi-industria. Chissà se Johanna Spiry se lo aspettava…
Marzio Pescia
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