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Il festival di Locarno chiede maggiori sostegni

Irene Bignardi, nuova direttrice, e Marco Solari, presidente del festival di Locarno, lo scorso 23 ottobre a Berna Keystone

Il festival di Locarno non naviga in buone acque. Nel 2000 il disavanzo è stato di 1,4 milioni. In occasione di un'assemblea straordinaria, il presidente Solari ha richiamato l'attenzione su una situazione che potrebbe nuocere alla qualità della rassegna.

Un Duemila in rosso, per il Festival internazionale del film: l’anno si è chiuso con un disavanzo di circa 1,4 milioni di franchi, ciò che porta il team di direzione a procedere con cautela nell’elaborazione dei progetti per il futuro.

All’assemblea generale straordinaria del Festival, tenutasi a Locarno, il neo-presidente Marco Solari si è detto sempre intenzionato a potenziare la visibilità internazionale della manifestazione, ma ha sottolineato la difficoltà di mantenere un alto livello qualitativo quando si è alle prese con bilanci deficitari e infrastrutture carenti.

Implicita dunque l’esortazione al governo cantonale e agli sponsor presenti, primi fra tutti Swisscom e UBS: se non ci si vuole ripiegare su una dimensione provinciale, occorre un maggior impegno – anche finanziario – di tutti. Il Consiglio di Stato, rappresentato per lettera da Luigi Pedrazzini, ha fatto sapere da parte sua che spera di poter aumentare in futuro i contributi pubblici.

Per il momento, il preventivo provvisorio approvato dall’assemblea per il 2001 parla di sei milioni di franchi di entrate e di altrettanti di spese: la volontà è quindi quella di chiudere l’anno prossimo senza aggravare ulteriormente il bilancio.

L’assemblea generale, la prima dopo la morte del precedente presidente Giuseppe Buffi, è stata anche l’occasione per presentare al pubblico la nuova direttrice del festival, Irene Bignardi. Già critico cinematografico presso il quotidiano italiano “La Repubblica”, la signora Bignardi è stata nominata ufficialmente lo scorso 11 ottobre ed entrerà in carica il primo gennaio 2001.

Sulle future caratteristiche del programma non ha voluto fornire anticipazioni: la rassegna locarnese ha già una sua fisionomia ben delineata e collaudata – ha detto – per cui si proseguirà sulla via tracciata dall’ex direttore Marco Müller. Le eventuali novità, invece, saranno più che altro legate all’offerta contingente del panorama cinematografico.

Nell’ottica di una cooperazione sempre più stretta a livello nazionale, all’assemblea sono stati invitati anche Ivo Kummer, direttore delle Giornate cinematografiche di Soletta, e Jean Perret, direttore della manifestazione “Visions du Réel” di Nyon. Entrambi hanno assicurato la volontà di collaborare maggiormente col festival ticinese, per approfondire la cultura cinematografica del Paese e sfruttare al meglio i mezzi messi a disposizione del settore.

Alessandra Zumthor

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