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James Joyce, attraverso i miei occhi

James Joyce viene ricordato a Zurigo, dove morì nel 1941. The James Joyce Foundation

Fino al 4 febbraio 2001 è possibile visitare, a Zurigo, una mostra documentaria imperniata non sugli aspetti biografici, bensì su quelli visivi dell'opera del grande scrittore irlandese James Joyce.

L’esposizione, intitolata: James Joyce “gedacht durch meine Augen” (pensato attraverso i miei occhi), crea collegamenti trasversali con l’arte visiva e cerca di renderli evidenti.

L”Ulisse”, per esempio, tratta la rappresentazione della simultaneità con un testo lineare che, in un modo nuovo, “cubista”, ci fa percepire il romanzo come una creazione spaziale. Una strana installazione – un fondo nero con dei fili luminosi di diversi colori, attira l’attenzione del visitatore su frammenti del testo collegati tra loro: una specie di “ipertesto”, come lo pratichiamo oggi con l’aiuto dell’informatica.

I riferimenti trasversali all’arte figurativa, in particolare al cubismo, dei primi decenni del Novecento, vengono poi resi evidenti: l’estetica del frammento,la pluralità delle visioni ed il simultaneismo possono essere rilevati anche nella letteratura. In generale, l’attenzione viene guidata sulla spazialità del testo, sull’immagine che evoca e sulla sua dinamica temporale.

Un’altra parte dell’esposizione mostra come la lingua stessa di Joyce diventi immaginifica. Nella “Veglia di Finnegan” (Finnegans Wake) questa caratteristica viene rivelata, in modo giocoso, persino nelle lettere stampate: ai visitatori vengono mostrate una sequenza di lettere (H, C, E), ad ognuna delle quale corrisponde la figura maschile e le sue innumerevoli incarnazioni, alcune delle quali appaiono proiettate su una parete e ne evocano la costante trasformazione. Con l’aiuto della multimedialità, viene quindi reso possibile al visitatore un labirintico viaggio nell'”Ulisse” e nella Dublino d’inizio secolo.

L’esposizione è stata curata dall’artista Hannes Vogel, il quale ha cercato di “pensare” Joyce con i propri occhi. Le sue opere non sono illustrazioni, ma rispondono alle qualità visive di Joyce e vanno anche oltre. L’esposizione mostra anche, per la prima volta a Zurigo, alcuni disegni dell'”Ulisse” di Joseph Beuys, l’artista tedesco rappresentante dell’arte concettuale, morto nel 1986.

Nato a Dublino nel 1882, dopo una giovinezza inquieta, Joyce lasciò l’Irlanda nel 1904 e visse a Trieste, a Zurigo e a Parigi. Le sue maggiori opere, oltre all'”Ulisse” e alla “Veglia di Finnegan”, sono “Gente di Dublino” e “Ritratto dell’artista giovane”.

Joyce morì nel 1941 a Zurigo, dove lo ricorda ancora una targa di marmo, sulla casa in cui visse. Sede della mostra è lo Strauhof, al numero 9 della Augustinergasse, aperto martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 12 alle 18, giovedì fino alle 21 e sabatoe domenica dalle 11 alle 18.

Silvano De Pietro

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