The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

La TSI incassa troppo dal canone?

Turbolenze all'orizzonte per la chiave di riparto delle entrate pubblicitarie e del canone fra SF DRS, TSI e TSR Keystone

La procedura di consultazione in corso per la nuova legge radio-tv riporta in primo piano un vecchio interrogativo: è giusto che alla TSI (che si rivolge all'8,3 percento della popolazione svizzera) vada il 23,5 percento del canone?

Il settimanale domenicale “Sonntagszeitung” rileva che da quando il ministro della comunicazione Moritz Leuenberger ha messo in consultazione la nuova legge, alla fine del 2000, nelle regioni dell’ente radiotelevisivo svizzero SRG SSR idée suisse serpeggia un certo nervosismo.

La Sonntagszeitung rileva che la Televisione della Svizzera romanda, che si rivolge al 21,1 percento della popolazione, intasca il 33 percento del canone. Risulta così che la Televisione della Svizzera tedesca finanzia, oltre che i propri programmi, anche quelli della TSI e della TSR. La Sonntagszeitung cita Giovanni Cossi, direttore delle finanze della TSI, secondo il quale “senza l’aiuto della DRS gli studi regionali dovrebbero immediatamente fortemente ridimensionare i loro programmi”.

Oltre al canone, anche le ricette pubblicitarie raccolte dai tre enti televisivi confluiscono dapprima verso Berna, dove si applica la stessa chiave di riparto del canone per ridistribuirle verso le regioni. Le entrate relative allo sponsoring restano invece nelle rispettive regioni. Questa situazione dovrebbe però cambiare con la nuova legge, precisa la Sonntagszeitung, e la prospettiva non piace a tutti. La DRS raccoglie ogni anno 15,4 milioni di franchi di sponsoring, la TSR 7,2 milioni e la TSI 4,6 milioni.

La minaccia di altre perdite alimenta gli interrogativi sul senso della chiave di riparto. Secondo la Sonntagszeitung, una delle voci più critiche è quella di Filippo Leutenegger, caporedattore della DRS.

Critiche si levano nella Svizzera tedesca anche perché la TSI non sfrutterebbe abbastanza il potenziale pubblicitario nell’Italia del nord, dove la televisione ticinese è molto seguita. Per Cossi, la ricerca pubblicitaria oltre confine sarà però possibile soltanto dopo passi concreti per la realizzazione di una migliore copertura della regione. Per concludere, la Sonntagszeitung cita la portavoce della direzione dell’ente radiotelevisivo svizzero Josepha Haas: secondo lei, è certamente possibile sfruttare meglio il potenziale di spettatori della TSI nell’Italia del nord.

Mariano Masserini

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR