Le Camere si schierano in difesa delle lingue latine
Basta con la discriminazione dei parlamentari francofoni o italofoni nei lavori di commissione: il Consiglio degli Stati si è allineato al Nazionale, anche se per ragioni formali non ne ha approvato la mozione.
In futuro, i documenti utilizzati in commissione non saranno soltanto in lingua tedesca; quando poi saranno convocati esperti su un determinato problema o esponenti dell’amministrazione, bisognerà vigilare a che ci sia una equa rappresentanza linguistica.
I documenti che accompagnano le relazioni devono essere presentati in una delle altre due lingue ufficiali, oltre a quella dell’oratore. La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber- Hotz, ha del resto invitato recentemente i segretariati dei dipartimenti federali a rispettare questo principio e si è detta pronta ad aiutare i Servizi del parlamento.
Il Consiglio degli Stati condivide pienamente gli obiettivi contenuti nella mozione del gruppo liberale in Consiglio Nazionale, ma l’ha accolta sotto forma di raccomandazione, poiché non rispetta il regolamento, ha notato il presidente della commissione delle istituzioni politiche, Maximilan Reimann (UDC/AG).
Infatti, la mozione non incarica il Governo di presentare un progetto, ma mira ad adottare direttamente misure amministrative, che sono di competenze del Consiglio federale e degli uffici delle Camere.
swissinfo e agenzie
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