Le squadre di soccorso svizzere tornano a casa dopo aver salvato 8 persone
Sono praticamente svanite le speranze di trovare ulteriori sopravvissuti tra le macerie causate dal terremoto che venerdì scorso ha colpito lo Stato del Gujarat, in India. Le ultime persone ancora in vita sono state estratte mercoledì: si è trattato di veri e propri miracoli. Intanto regna sempre molta incertezza sul numero esatto delle vittime.
Il Corpo svizzero d’aiuto in caso di catastrofe, prima fra le squadre straniere a prestare il proprio aiuto in India, arriverà all’aeroporto di Zurigo-Kloten giovedì verso le 12.00. Le speranze di ritrovare altri sopravvissuti sono ormai quasi completamente svanite. Mercoledì, a più di 110 ore dal terremoto, sono state salvate ancora alcune persone, ma gli esperti concordano nel dire che, ora, il tempo utile è ormai scaduto. Tra le ultime persone estratte dalle macerie, una donna di 42 anni, gravemente ferita e alla quale è stata dovuta amputare una gamba, rintracciata proprio dalla squadra elvetica. La donna non è in pericolo di vita.
A più di cinque giorni dal terribile sisma che ha raggiunto i 7.9 gradi sulla scala Richter, è ancora molto difficile azzardare delle stime sul numero di vittime.Il ministro indiano della difesa, George Fernandes ha avanzato la cifra di 100’000 morti, mentre le valutazioni della autorità regionali parlano di 15’000-20’000 vittime. Michèle Mercier, portavoce dell’ASC presente sul posto ha sottolineato come “l’ampiezza della catastrofe è impressionante”.
“Il numero di persone tratte in salvo non riflette con precisione la mole di lavoro svolta” precisa Michèle Mercier. “Le operazioni di salvataggio sono in effetti molto complesse e pericolose. Per esempio ci sono volute più di 13 ore per estrarre una sola persona ancora in vita”.
Negli scorsi giorni anche il primo ministro indiano Atal Mehari Vajpayee, ha tenuto a ringraziare i soccorritori svizzeri per gli sforzi profusi, per la professionalità e per la rapidità d’intervento.
Con il rientro delle squadre di salvataggio termina la prima fase degli aiuti, che ha visto la mobilitazione di soccorsi provenienti anche da molti altri Stati. Ora si passerà ad una seconda fase nella quale ci si preoccuperà di garantire un sostegno ai sopravvissuti per poi, in un terzo tempo, concentrarsi sulla ricostruzione.
In questo senso, almeno due membri della squadra svizzera resteranno in India e saranno raggiunti nei prossimi giorni da esperti della Divisione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC). Con la collaborazione degli specialisti internazionali e delle autorità indiane, le priorità verrà ora posta sulle esigenze della popolazione sinistrata, in particolare sugli alloggi e sull’approvvigionamento d’acqua potabile. Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha stimato che nello Stato del Gujarat almeno 500’000 persone sono attualmente senzatetto.
Ricordiamo come, oltre agli aiuti pubblici della DSC, anche diversi enti assistenziali svizzeri si sono mobilitati immediatamente dopo il terremoto. La Catena delle Solidarietà ha messo 250’000 franchi a disposizione del governo indiano, mentre l’Aiuto delle chiese evangeliche e la Caritas hanno sbloccato rispettivamente 100’000 e 200’000 franchi.
La Catena della Solidarietà ha pure avviato una raccolta di fondi destinata alle regioni colpite dal sisma. Le offerte in denaro possono essere versate sul CCP 10-15000-6 con la menzione “Terremoto in India”. E’ possibile annunciare i propri contributi anche via Internet.
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