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Piace ma non troppo la nuova legge sulla radiotelevisione alla SRG SSR idée suisse

Il progetto di legge sulla radiotelevisione non piace eccessivamente ai vertici della SRG SSR idée suisse (nella foto d'archivio, il presidente Eric Lehmann - a sinistra - e il direttore generale, Armin Walpen) Keystone Archive

L'azienda radiotelevisiva pubblica è compiaciuta della legge posta in consultazione dal Consiglio federale lo scorso dicembre. Ma pur condividendone analisi ed obiettivi, solleva alcune obiezioni quanto alla loro attuazione pratica.

In una presa di posizione al termine di un’ampia consultazione e approvata all’unanimità dal Comitato del Consiglio centrale, la SRG SSR idée suisse «appoggia l’obiettivo di un’offerta audiovisiva svizzera a tutto campo e di un servizio pubblico forte», ma il disegno di legge presenta «un apparato normativo troppo fitto», che pone ulteriori vincoli alla televisione sia dal profilo dei programmi che da quello economico.

La nuova legge, prosegue la SRG SSR idée suisse nella sua presa di posizione, «accresce le competenze dello Stato e concede alle altre emittenti libertà insufficienti».In futuro, a seguito della digitalizzazione e della globalizzazione, le offerte svizzere saranno confrontate a una concorrenza più forte. Detto questo, mercati ristretti come quelli svizzeri pongono limiti economici alle emittenti commerciali. La radiotelevisione di servizio pubblico «è il presupposto per un’offerta che tenga in debita considerazione la pluralità della vita culturale, politica ed economica in Svizzera».

Per far sì che nei mercati regional-linguistici le offerte svizzere possano mantenere il proprio posizionamento qualitativo e quantitativo, «occorre un’istituzione forte e innovativa, finanziata secondo un modello solidale», si legge nella presa di posizione. Il presupposto fondamentale per il servizio pubblico è il finanziamento misto, ossia canone e introiti derivanti dalla pubblicità.

La SRG SSR idée suisse si dice inoltre favorevole all’idea di concedere maggiori libertà ad altre emittenti (né obbligo di concessione né mandato di prestazione) e di adeguare le regole sulla pubblicità alla normativa europea.

Il disegno le legge, tuttavia, non avrebbe centrato gli obiettivi della revisione. In effetti, «imporre obblighi e vincoli supplementari e, nel contempo, sottrarre mezzi al servizio pubblico equivale piuttosto a indebolirlo, non a rafforzarlo». Si chiede perciò al legislatore di rinunciare a «inutili obblighi amministrativi e, per le altre emittenti, ad ulteriori prescrizioni generali sui programmi».

Inoltre la nuova legge non tiene sufficientemente conto delle differenti condizioni quadro che regolano l’operato della radio e della televisione. Lo sviluppo delle sue stazioni radiofoniche, dal profilo economico e di programmazione, viene pesantemente circoscritto: l’avamprogetto permette infatti di vietare «programmi tematici e programmi concepiti per un determinato pubblico» e di limitare le offerte regionali.

swissinfo e agenzie

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SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

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