Tre settimane di musica e teatro a Zurigo in estate per i Festspiele
Sarà all'insegna dei monologhi teatrali e dei concerti di solisti il programma dei "Zürcher Festspiele", il festival culturale di Zurigo che quest'anno si svolgerà tra il 22 giugno e il 15 luglio, coinvolgendo tutte le istituzioni
Sorta nel novembre del 1996 per iniziativa delle società che gestiscono l’Opernhaus (teatro dell’opera), lo Schauspielhaus (teatro di prosa) e la Tonhalle (sala per concerti), la fondazione “Zürcher Festspiele” ha lo scopo di promuovere a livello nazionale ed internazionale l’immagine di Zurigo come centro di produzione di eventi artistici.
Tale scopo è raggiunto con l’organizzazione annuale di un festival internazionale di alto livello, concentrato in tre settimane all’inizio dell’estate, nei settori dell’opera lirica, del balletto, del teatro, dei concerti e delle mostre d’arte. L’offerta è quindi completata con produzioni della cultura giovanile ed alternativa.
A giudicare dal contenuto del programma per il 2001 – presentato giovedì in una conferenza stampa – questo notevole sforzo organizzativo, ampiamente sostenuto da sponsor di prestigio, conferma la volontà e la capacità di Zurigo di profilarsi sempre più come uno dei maggiori centri culturali d’Europa. E lo fa – ha precisato il sovrintendente dell’Opernhaus, Alexander Pererira – con un profilo moderno e sperimentale che altri grandi centri culturali non hanno, con “un grande amore per il dettaglio” e con “l’immediato contatto con l’uomo della strada”.
L’intonazione generale all’edizione di quest’anno viene data dal “festival del monologo”, dal 23 al 30 giugno allo Schauspielhaus, con attori che calcano le scene del teatro tedesco classico e moderno. Anche la Tonhalle darà la precedenza ai recital solistici, soprattutto di pianisti come Arcadi Volodos, Andrea Lucchesini, András Schiff, Andreas Staier e Zoltán Kocsis. Il repertorio è in genere quello classico, che spazia da Schubert a Mozart, ma non mancano le novità, come la prima esecuzione di una “Sonata” di Luciano Berio e la direzione di Heinz Holliger del suo “Concerto per violino”.
All’Opernhaus ci sarà molto Verdi (“Falstaff”, “Ernani”, “Macbeth”, “Don Carlo”), ma anche Bellini (“Beatrice di Tenda”) e Wagner con “La valchiria” e “L’Olandese volante”. Per quanto concerne lo “Swing City Zürich”, il programma definitivo sarà pubblicato soltanto in aprile, ma certamente ci saranno la Count Basic Big Band, Geroge Gee e la sua Band di New York, nonché The Rhythm Hot Shots.
Altri contributi di rilievo ai “Zürcher Festspiele” verranno da due grandi musei. Il primo, il Kunsthaus (museo d’arte moderna) presenterà dal 18 maggio al 2 settembre una straordinaria retrospettiva dedicata ad Alberto Giacometti nel centenario della sua nascita. Il Museo Rietberg si è invece assicurato, dal 17 giugno al 29 luglio, una grande esposizione di capolavori della pittura giapponese del Sedicesimo secolo: una mostra costosa e difficile da vedere anche in Giappone, dove le opere sono divise tra i musei nazionali di Tokyo e di Kyoto.
Silvano De Pietro
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