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Un film sul Brasile vince a Nyon

"Justiça" mostra le condizioni di detenzione in un carcere di Rio de Janeiro (foto: selfmadefilms) self made films

«Justiça» è un documentario sul complesso meccanismo burocratico-giudiziario del Brasile, e sui personaggi che vi restano impigliati.

19 i film della competizione internazionale. 120 in tutto, da una trentina di paesi. Questa è stata la decima edizione di «Visions du Réel», svoltasi a Nyon dal 19 al 25 aprile.

Maria Ramos, la regista vincitrice del Grad Prix, è una brasiliana che vive in Olanda. «Non avevo più girato nulla in Brasile negli ultimi 10 anni, e volevo semplicemente osservare cosa era cambiato e cosa invece non cambia mai nel mio paese», ha detto durante la presentazione del film.

Con occhio acuto e linguaggio puro e semplice, ha realizzato un documentario sul sistema giudiziario in Brasile, in cui i protagonisti – giudici, avvocati e naturalmente gli imputati – emergono come prigionieri di un’implacabile macchina burocratico-giudiziaria.

Una roccaforte contro l’invasione delle “news”

Fra le tendenze del festival del film del reale di quest’anno, si è notato il ritorno al cinema politico, spesso centrato sull’emergenza dell’integralismo, islamico o nazionalista, e sulla problematica della povertà.

Nato nel 1969, ma ribattezzato «Visions du réel» nel 1995, il festival continua ad attirare sempre più spettatori. Come l’anno scorso, anche quest’anno si è arrivati ad una presenza di 25 mila entrate a pagamento, più un migliaio di accreditati, tra cui anche i rappresentanti di alcuni importanti media stranieri.

Ma la vocazione di Nyon di restare un luogo privilegiato del film documentario d’autore è ribadita dal suo direttore, Jean Perret:

«Non vogliamo ingrandirci, semmai mostrare meno film – ha detto a swissinfo – in modo che questi ricevano più attenzione. Vogliamo insomma mantenere un alto livello qualitativo. I film indipendenti rappresentano una forma di resistenza nei confronti dell’alluvione di informazione audiovisiva. La resistenza è necessaria, ed è possibile».

Gli svizzeri premiati

“I documentari svizzeri sono estremamente curati”, sottolinea Jean Perret, che ricorda come sia importante per i cineasti elvetici potersi confrontare con altri documentaristi di livello internazionale, come succede appunto a Nyon.

Nell’edizione 2004, allo svizzero Dieter Fahrer è andato il premio Suissimage/Società svizzera degli autori per «Que sera?». Il realizzatore si è interessato alla vita quotidiana di una casa per anziani e di un asilo per bambini, situati nel medesimo edificio. Racconta la solitudine, l’isolamento e a volte anche l’acidità degli anziani, che spesso si sentono messi da parte dalla società.

Altro premio svizzero, quello della Televisione Svizzero Romanda, è andato a «Blandine et les Siens», di Emanuelle De Riedmatten, che ha per tema il genocidio del Ruanda.

La giuria ha apprezzato in particolare il rispetto e la generosità di questo documentario, che non ispira solo emozioni, ma che fa appello anche all’intelligenza dello spettatore televisivo.

Menzione speciale anche ad un altro film svizzero, «Le Passeur», di Raphaëlle Aellig Régnier, girato in una ditta di pompe funebri, che utilizzando un linguaggio audiovisivo e una struttura narrativa sofisticati ci aiuta a riflettere sui pregiudizi che abbiamo rispetto alla morte.

Premio giovani e premio del pubblico

Il film «Arna’s Children» di Juliano Mer Khamis e Danniel Danniel (Israele, Palestina, Olanda) ha ricevuto il premio dei giovani, per il suo sguardo molto diverso rispetto ai media sul conflitto israelo-palestinese.

Il gioco tra passato e presente dei personaggi riesce a coinvolgere lo spettatore e a commuoverlo molto più profondamente rispetto al bombardamento di immagini ripetitive dei telegiornali.

Il premio del pubblico è andato invece a «Grissinopoli – El Pais de los Grisines», dell’argentino Dario Doria, mentre «Das Wirst du nie verstehen» di Anja Salomonowitz (Austria) ha vinto nella categoria Nuovi sguardi.

Il premio Egli Film & Video AG è andato ad un cineasta italiano, Leonardo di Costanzo, per il film «A Scuola», girato in una scuola di Napoli.

swissinfo, Raffaella Rossello

Grand Prix: «Justiça», di Maria Ramos (Olanda)
Spettatori 25 000

Film svizzeri presenti a Nyon quest’anno: «Namibia Crossings», di Peter Liechti, «Que sera?» di Dieter Fahrer, «Blandine et les siens», di Emmanuel De Riedmatten, «Dieu sait quoi» di Fabienne Abramovich, «Vollenweider» di Theo Stich, «Accordion Tribe» di Stefan Schwietert e Wallstreet, di Andreas Hoessli.

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