Una coordinazione forte per difendere il prezzo del latte
Le federazioni lattiere devono negoziare il chilo di latte a 80 centesimi, ossia tre in più del prezzo di riferimento del Consiglio federale, e per raggiungere questo obiettivo i produttori devono intraprendere una «rivoluzione culturale». È il messaggio lanciato da Fernand Cuche, il segretario dell'associazione agricola romanda "Union des producteurs suisses" (UPS).
In un’intervista apparsa lunedì sulla stampa romanda, Cuche spiega che i contadini hanno bisogno di una «coordinazione forte» per farsi sentire dagli acquirenti e dalla Confederazione.
“Dobbiamo abbandonare una «tradizione» dove bastava bussare ad una sola porta, quella dell’Ufficio federale dell’agricoltura, per ottenere più o meno soddisfazione ed imparare a negoziare con i protagonisti del mercato”, sostiene il consigliere nazionale dei Verdi.
“I produttori devono mettersi in testa che ogni anno dovranno dedicare del tempo alla difesa dei prezzi”, sottolinea il segretario dell’UPS. Nella disputa contro la Coop, l’UPS vuole che quest’ultima si impegni a non abbassare del 20 percento i prezzi alla produzione nel giro di cinque anni.
L’associazione romanda vuole anche che la Coop importi unicamente prodotti che soddisfano i criteri elvetici.
swissinfo e agenzie
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