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Da Leonardo a Warhol, 300 opere al Louvre di Abu Dhabi

(Keystone-ATS) Dal Ritratto di Dama di Leonardo da Vinci, al Pifferaio di Edouard Manet fino alla Big electric chair di Andy Warhol: 300 opere provenienti da 13 musei francesi saranno prestate per l’inaugurazione del Louvre di Abu Dhabi, un museo “universale” che vedrà la luce negli Emirati Arabi Uniti a dicembre dell’anno prossimo.

L’edificio, ideato dall’archistar Jean Nouvel, sull’isola di Saadiyat, vicino al mare, con 6.000 metri quadrati di superficie dedicata alle collezioni permanenti e 2.000 metri quadrati per quelle temporanee, sovrastato da una monumentale cupola di vetro e acciaio di 180 metri di diametro, è costato circa 500 milioni di euro.

Tra gli altri capolavori della lista che andranno a integrare temporaneamente le opere del museo degli Emiri, ci sono anche Donna allo specchio di Tiziano (proveniente dal Louvre così come La Bella Ferronière o Ritratto di Dama di Leonardo e un terzo dei prestiti totali), ‘La gare Saint Lazare’ di Claude Monet e un celebre Autoritratto di Vincent Van Gogh entrambi prestati dal Museo d’Orsay; Natura morta con magnolia di Henri Matisse (dal Centre Pompidou come l’opera di Warhol) un marmo di Rodin (Bacchus a la cuve) e una statua del re Ramses II.

Oltre a opere della Reggia di Versailles, del Castello di Fontainebleau, del Museo archeologico di Saint-Germain-en-Laye, di quello medioevale di Cluny, o ancora della ceramica di Sèvres, delle arti asiatiche Guimet e delle arti primitive Quai Branly.

Le opere sono state scelte da un comitato scientifico capitanato dal presidente del Museo del Louvre di Parigi, Jean-Luc Martinez, e nessuna è stata rifiutata dal museo di Abu Dhabi che non ha censurato né la nudità né la rappresentazione di altre religioni. Sono prestate nell’ambito di un accordo intergovernamentale firmato nel 2007 tra Francia e Emirati Arabi Uniti che prevede cessioni di opere da parte dei musei nazionali francesi per i prossimi dieci anni in cambio di un miliardo di euro che sarà usato per la modernizzazione degli stessi.

“Si tratta di una trasmissione di competenze per accompagnare la creazione, lo sviluppo e la valorizzazione del loro patrimonio culturale – spiega Martinez -. Il Louvre di Abu Dhabi non è una filiale del museo parigino. Il Louvre ha solo prestato il suo nome per trent’anni, quindi fino al 2037. L’agenzia France Museum e i musei francesi devono accompagnare il nuovo museo per la programmazione delle sue esposizioni per 15 anni e s’impegnano a prestare le opere per dieci anni. Ogni pezzo è prestato per un anno, rinnovabile. L’obiettivo è costituire una collezione nazionale per Abu Dhabi”.

“Questi prestiti eccezionali sono il simbolo della collaborazione e degli scambi che caratterizzano il Louvre di Abu Dhabi”, ha detto Cheikh Sultan bin Tahnoon Al Nahyan, presidente dell’autorità del turismo e della cultura di Abu Dhabi. Per la ministra francese della Cultura, Fleur Pellerin, “è l’inizio di un dialogo inedito tra civilizzazioni e culture”.

Nei mesi scorsi l’annuncio del prestito della Bella Ferronière di Leonardo – che prima di arrivare a Abu Dhabi verrà restaurata – aveva suscitato polemiche perché ritenuta troppo fragile per viaggiare. Questo quadro è stato prestato recentemente solo una volta, nel 2011 per la retrospettiva della National Gallery di Londra dedicata a Leonardo. I critici d’arte francesi avevano contestato anche il prestito “in modo indiscriminato” del Pifferaio di Manet che negli ultimi 15 anni è già stato ceduto ben 15 volte.

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