Dal dramma del tunnel del Monte Bianco ad una nuova politica dei trasporti per le Alpi

La chiusura del traforo del Monte Bianco ha portato ad un travaso del traffico su altre arterie e non alla sua diminuzione Keystone

Il divieto per i camion di utilizzare la galleria autostradale del Monte Bianco «è una chance per la politica svizzera dei trasporti», che offre «un modello di sviluppo possibile» alla regione di transito alpina franco-italiana. Lo ha dichiarato oggi a Berna il presidente dell'Iniziativa delle Alpi Fabio Pedrina.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 settembre 2001 - 16:45

Una chiusura durevole del tunnel al traffico merci - ha detto il consigliere nazionale socialista ticinese in una conferenza stampa- «equivarrebbe a un'attuazione dell'iniziativa delle Alpi in Francia, purché siano prese misure supplementari per trasferire su rotaia il traffico merci».

Dopo la chiusura della galleria del Monte Bianco in seguito al tragico incendio del 23 marzo 1999, costato la vita a 39 persone, il traffico merci sull'asse del Monte Bianco è sceso da 769'000 tragitti-camion nel 1998 a zero nel 2000, con gran beneficio per i polmoni degli abitanti, per il turismo e per la stessa economia della regione, ha proseguito Pedrina. Ma le merci - ha deplorato - non hanno tuttavia preso maggiormente il treno. C'è stato semplicemente un raddoppio del traffico pesante sull'asse del Fréjus, mentre finora non si sono avute le temute valanghe di Tir sulle vie del Gran San Bernardo e del Sempione.

Le soluzioni per il futuro

Per il consigliere nazionale ecologista ginevrino Patrice Mugny, coordinatore romando dell'Iniziativa delle Alpi, il tunnel ferroviario del Sempione è in grado, a breve scadenza, di assorbire il traffico proveniente dalla Francia. Questo potrebbe essere diretto verso il Vallese via Vallorbe o utilizzando la cosiddetta «ligne du Tonkin», a sud del Lago Lemano, attualmente chiusa: occorrerebbe rimettere in sesto 17 chilometri di rotaie, per un costo di 100 milioni di franchi svizzeri.

Successivamente - ha detto Mugny - il traffico merci tra Francia e Italia potrebbe passare per una ristrutturata galleria del Moncenisio, mentre la «linea del Tonchino» potrebbe essere utilizzata per il trasporto dei viaggiatori e per «alleggerire» la linea ferroviaria Losanna-Ginevra.

Anche per il sindaco di Chamonix Michel Charlet si tratta, a breve termine di meglio utilizzare la rete ferroviaria esistente, a medio termine di evitare i trasporti «assurdi» e, a lungo termine, di realizzare la linea ferroviaria Lione-Torino.

Renate Zauner, presidente di Iniziativa Trasporto Europa (ITE), ha auspicato una solidarietà fra tutte le regioni interessate. «La resistenza non può essere che solidale», ha affermato. Il prossimo 6 ottobre è in programma la «giornata nazionale d'azione» promossa dall'ITE.

swissinfo e agenzie

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