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Berna pronta al dialogo con gli Stati Uniti

Franz von Däniken ha presentato a Washington le richieste di Berna Keystone

La Svizzera è favorevole all'abolizione delle sanzioni economiche contro l'Iraq a condizione che siano fissati chiari criteri su come e chi può utilizzare i mezzi derivanti dalla vendita di petrolio.

La questione irachena al centro dei colloqui tra il segretario di stato Franz Von Däniken e i rappresentanti della Casa bianca.

Occorre fare chiarezza sulla gestione del petrolio iracheno, a cui dovrà partecipare un’autorità multilaterale: è questa la posizione elvetica che il segretario di stato Franz von Däniken ha esposto agli interlocutori del dipartimento di stato americano incontrati questa settimana a Washington.

Per la Svizzera è concepibile che questa autorità multinazionale possa essere l’Onu, ma potrebbe essere anche la Banca Mondiale o il Fondo monetario internazionale, ha precisato von Däniken incontrando la stampa al termine di due giorni di incontri che – ha affermato – hanno permesso di rafforzare i legami tra Svizzera e Stati Uniti.

Portare a termine i controlli dell’Onu

Per il rappresentante elvetico, l’abolizione delle sanzioni non deve dipendere dall’invio in Iraq di ispettori dell’ONU per portare a termine il compito di ricerca delle armi di distruzione di massa.

La Svizzera auspica comunque che funzionari dell’Onu possano condurre i loro controlli e che questa delicata operazione non sia gestita unicamente dagli americani.

La priorità degli americani è di creare quanto prima un’autorità irachena in grado di gestire il paese. Dopo una guerra lampo si comincia adesso a capire che la presenza americana in Iraq è destinata a durare più di quanto era stato previsto in un primo momento.

Gli USA devono garantire ordine e sicurezza

La Svizzera ha invitato gli americani a rispettare gli obblighi che incombono alla potenza occupante: garantire ordine e sicurezza, salvaguardare il patrimonio culturale e rispettare i diritti dei prigionieri di guerra.

Gli Stati Uniti hanno dal canto loro assicurato che i rappresentanti del Comitato internazionale della Croce rossa potranno visitare tutti i prigionieri.

La Svizzera ha un canale privilegiato con gli USA

Nel corso dei colloqui si è parlato anche dell’Iran, visto che la Svizzera rappresenta gli interessi americani in questo paese. Da quando sono cominciate le ostilità in Afghanistan gli americani sono ricorsi con più frequenza al canale elvetico per comunicare con i rappresentanti iraniani ha precisato von Däniken. Gli americani sono preoccupati per i programmi nucleari iraniani e sperano che l’Agenzia atomica di Vienna possa intensificare i suoi controlli.

Diritti dell’uomo

Nel corso della visita si è parlato anche del Tibet. In particolare la Svizzera è disposta ad accogliere una religiosa tibetana che era stata incarcerata dalle autorità cinesi e liberata su intervento degli Stati Uniti. La Svizzera collabora da tempo in questo modo con le autorità americane. In particolare in nostro paese è interessato alla protezione delle minoranze e alle condizioni di detenzione.

Rivedere la lista degli iracheni sospetti

Von Däniken ha poi chiesto alle autorità americane di stralciare dalla lista di sospetti terroristi il professore del politecnico di Zurigo Mohamed Mansour. Gli americani hanno tolto dalla lista numero 3 il nome di altre persone che vivono in Europa.

Il segretario di stato ha poi trasmesso una lettera del presidente della Confederazione, Pascal Couchepin, che invita il presidente americano, George Bush, a partecipare al vertice mondiale sulla società dell’informazione che l’ONU organizza in dicembre a Ginevra.

E’ stato invece definitivamente annullato l’incontro di Couchepin con il presidente George Bush che doveva tenersi durante il prossimo vertice del G8 di Evian, in Francia.

Ma non è escluso che il presidente della Confederazione incontri Bush a New York durante la sessione autunnale delle Nazioni Unite.


swissinfo, Anna Luisa Ferro Mäder, Washington

Dopo i colloqui di Washington con i rappresentanti del dipartimento di Stato americano, Franz von Däniken ha stilato un bilancio: l’incontro ha contribuito a una distensione dei rapporti privilegiati che la Svizzera intrattiene con gli Stati uniti.

La Svizzera chiede chiarezza nella gestione del petrolio iracheno. Devrà essere un’autorità multinazionale ad occuparsene ma non necessariamente l’ONU.

Il rappresentante elvetico ha invitato gli Stati Uniti a fare in modo che le truppe americane in Iraq garantiscano l’ordine e la sicurezza, proteggano i beni culturali e rispettino i diritti dei prigionieri.

Si è anche discusso dell’Iran, del Tibet, della lista dei sospetti terroristi, nonché di un possibile incontro tra Bush e Couchepin in autunno a Washington.

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