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Colpo di scena nella magistratura ticinese: Jacques Ducry dà le dimissioni

Il procuratore ticinese Jacques Ducry Keystone Archive

Non finiscono i guai per la magistratura ticinese. Attraverso un lungo comunicato stampa il Procuratore pubblico Jacques Ducry ha reso noto martedi che lascerà la magistratura dal 1° settembre 2001. La decisione rappresenta una sorpresa, anche se Ducry da un paio di mesi è bersaglio di diversi attacchi.

I rimproveri a Ducry, il procuratore pubblico con più anni di attività in Ticino, concernono indagini sul conto di Giuliano Bignasca, presidente della Lega dei Ticinesi. Il procuratore è stato criticato per non aver approfondito indagini su un presunto traffico di cocaina nella prima metà degli anni Novanta, nel quale sarebbe stato coinvolto Giuliano Bignasca. Il mancato impegno di Ducry è stato messo in relazione con il suo impegno politico. Nel 1995 il procuratore si era candidato nelle liste del Partito liberale radicale (PLR) per il Consiglio di Stato.

La Lega dei Ticinesi invece aveva rimproverato al procuratore di avere organizzato un incontro nel 1995 con l’Unità anti-droga di Milano, in presenza di Dicky Marty e dell’ex-agente Fausto Cattaneo, senza un mandato esplicito. Ducry voleva creare una polizia parallela?, ha chiesto la Lega in una interrogazione al Consiglio di Stato.

Il caso è approdato al Consiglio della Magistratura che ha consegnato lunedì 11 giugno un rapporto a riguardo. Finora non è noto il contenuto di questo rapporto, ma dal comunicato stampa diffuso da Ducry risulta evidente che esiste una relazione fra di esso e le dimissioni del procuratore. Il carattere difensivo del comunicato induce a pensare che il rapporto contenga delle critiche all’operato di Ducry.

L’affaire arriva comunque in un momento già delicato per la magistratura ticinese. Fra pochi giorni inizia il processo contro il ex-giudice Franco Verda. e sono ancora fresche le notizie del coinvolgimento del giudice Michele Rusca in ambienti poco onorevoli di Lugano. Anche le recenti rivelazione su doni e regali fatti dall’avvocato Francesco Moretti, in detenzione preventiva nell’ambito della inchiesta Ticinogate, a giudici e pretori ha messo una cattiva luce la categoria dei magistrati.

Gerhard Lob

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