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Niente panico per gli svizzeri in Thailandia

I carri armati dell'esercito thailandese mercoledì davanti al Parlamento di Bangkok Keystone

All'indomani del colpo di Stato incruento, il ministero degli esteri svizzero stima che la situazione in Thailandia è calma.

Le infrastrutture funzionano, così come i trasporti e i media. Tuttavia gli sviluppi rimangono incerti, mette in guardia Berna.

Secondo le stime del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), circa 10’000 svizzeri, tra turisti ed espatriati, si trovano attualmente in Thailandia, scossa martedì da un colpo di stato militare.

All’ambasciata di Bangkok sono iscritte circa 4’700 persone, ha indicato a swissinfo Johann Aeschlimann, portavoce del DFAE.

Invito alla prudenza

Il DFAE segue con attenzione gli sviluppi della situazione. Gli svizzeri presenti nella regione non corrono comunque alcun pericolo e tutti i turisti elvetici sono in sicurezza, secondo le informazioni attualmente a disposizione.

Il dipartimento invita alla prudenza coloro che già si trovano nel paese asiatico o sono intenzionati a recarvisi, in particolare nelle località più gettonate, come Bangkok, Pattaya e Phuket, dove sono state intensificate le misure di sicurezza.

Nei suoi consigli di viaggio pubblicati su internet, il DFAE raccomanda di evitare le manifestazioni pubbliche e gli assembramenti.

Situazione calma

I servizi di Micheline Calmy-Rey ricordano inoltre che la situazione è attualmente calma, ma che gli sviluppi sono ancora incerti. Occorre quindi informarsi tramite i media, restare in contatto con l’operatore turistico e seguire le indicazioni delle autorità locali.

Stando a quanto indicato da alcune agenzie di viaggio svizzere, finora non sono stati registrati annullamenti o domande di rimpatrio.

Nella capitale non sono stati segnalati particolari disordini. I blindati hanno manovrato solo in alcuni quartieri di Bangkok. Nelle principali destinazioni turistiche, come ad esempio Ko Samui o Phuket, gli abitanti non si sono quasi accorti dell’avvenuto colpo di Stato. I negozi, i ristoranti ed i mercati sono aperti dappertutto. Le infrastrutture ed trasporti funzionano.

Andy Keller, direttore presso la Elvia, sottolinea che il turismo è una delle principali fonti di reddito della Thailandia. I golpisti non hanno quindi alcun interesse a portare pregiudizio a questo settore.

swissinfo e agenzie

Bangkok e i suoi 10 milioni di abitanti si sono svegliati mercoledì in un paese dove è entrata in vigore la legge marziale e diretto da un nuovo “Consiglio di riforma amministrativa”, che ha instaurato un’autorità provvisoria fedele al re.

Il generale Sondhi Boonyaratkalin ha promesso di creare un governo ad interim, di elaborare una Costituzione provvisoria entro 15 giorni e di organizzare delle elezioni nell’ottobre del 2007.

Questo colpo di Stato, il primo da 15 anni, avviene dopo una crisi politica scoppiata già diversi mesi fa e contrassegnata da numerose manifestazioni contro il primo ministro Thaksin Shinawatra.

Circa 4’700 svizzeri vivono in Thailandia e circa 150’000 turisti confederati visitano ogni anno il paese.

La Thailandia è un importante partner commerciale della Svizzera. Non meno di 150 imprese elvetiche sono installate nel paese del sud-est asiatico e la Svizzera figura tra i primi dieci investitori.

Lo scorso anno, le esportazioni svizzere in Thailandia sono aumentate del 10,1% a 934 milioni di franchi. Le importazioni sono cresciute del 9,8% a 723 milioni di franchi.

La Thailandia acquista soprattutto macchine, orologi e prodotti farmaceutici.

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