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Sport estremi snobbati ad un anno dall’incidente di canyoning nell’Oberland bernese

I luoghi del dramma di un anno fa Keystone

L'incidente di canyoning nell'Oberland bernese che il 27 luglio 1999 costò la vita a 21 giovani, ha lasciato tracce profonde negli svizzeri. Ad un anno di distanza gli sport estremi non hanno infatti ancora riconquistato i favori degli appassionati.

L’offerta di sport estremi è completa. Nella regione del Saxetbach, dove avvenne la tragedia di torrentismo, vengono nuovamente proposte numerose discipline di questo genere. Ma rispetto agli anni precedenti, la domanda complessiva è regredita del 20 percento e quella della clientela svizzera è addirittura crollata dell’80 percento, ha indicato all’agenzia di stampa elvetica Ats Heinz Loosli, direttore commerciale della «Alpin Raft», l’unica società locale attiva nel settore.

Il salto con l’elastico, costato la vita lo scorso 13 maggio sempre nell’Oberland bernese ad un 22.enne americano, non ha poi di certo migliorato le cose. Un calo che non riguarda solo torrentismo e salto con l’elastico, ma anche altri sport di questo genere, come ad esempio il rafting.

I turisti «con il sacco sulle spalle» sono ancora affluiti nella regione, ma molti pensano che non ci siano più attività di canyoning e di bungee-jumping, ha precisato Loosli. Secondo il direttore dell’Ufficio turistico dell’Oberland bernese Hannes Imboden, i turisti svizzeri ora hanno più paura.

Un parere condiviso da Daniel Chézière, della «Swissraft», una delle più grandi società di sport «fun» del Paese, con 20 siti in tutta la Svizzera. A suo giudizio, occorreranno circa cinque anni prima che la situazione si normalizzi.

Da un sondaggio è infatti emerso che i due incidenti hanno avuto ripercussioni negative non soltanto nella zona dove sono avvenuti, ma anche in altre regioni favorevoli alla pratica di sport estremi, come ad esempio la Simmental (nel Canton Berna), il Pays d’Enhaut (nel Canton Vaud)e le valli ticinesi. L’inchiesta ha evidenziato che la clientela ha perso fiducia.

swissinfo e agenzie

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