Violenza in Svizzera: skinhead più pericolosi
Più giovani e più violenti. Gli estremisti di destra hanno aumentato gli attacchi ai centri per asilanti. Ma a preoccupare la Polizia federale vi sono anche i sistemi internazionali di ascolto.
Lo scorso anno vi è stata in Svizzera una recrudescenza della violenza d’estrema destra. I suoi membri, soprattutto skinhead, sono più numerosi e più giovani. Ma il rapporto federale sulla protezione dello Stato 1999, pubblicato lunedì a Berna, mette pure in guardia contro i sistemi internazionali d’ascolto.
La progressione dell’estrema destra è stata particolarmente sensibile nella Svizzera tedesca, precisa in un comunicato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Gli attacchi contro centri d’accoglienza per asilanti sono saliti da tre nel 1998 a undici nel 1999.
Un buon numero dei circa 600-700 skinhead attivi in Svizzera sono minorenni. Questo nocciolo duro dell’estrema destra ha inoltre eccellenti contatti all’estero. Il rapporto sulla protezione dello Stato si basa su informazioni raccolte dalle polizie federale, cantonali e comunali. È pubblicato da cinque anni dall’Ufficio federale di polizia (UFP).
Il rapporto si sofferma pure sui pericoli provenienti dall’estero e sottolinea lo sviluppo a livello planetario degli ascolti clandestini. Le nuove tecnologie sono diventate immense fonti d’informazione per gli Stati, ma anche per i privati. Lo spionaggio economico, in particolare, si rafforza.
Citando i fatti salienti dello scorso anno, il rapporto evidenzia pure i limiti, per quanto riguarda gli effettivi, del sistema svizzero di polizia, ciò che ha richiesto l’appoggio dell’esercito, per esempio in occasione delle manifestazioni curde.
Il rapporto cita anche la scoperta di un traffico d’armi tra la Svizzera e il Kosovo e le ramificazioni, regolarmente osservate in Svizzera, della criminalità organizzata dell’Europa dell’Est.
swissinfo e agenzie
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