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Smascherare con la blockchain francese gli orologi svizzeri taroccati

L'acquisto online di un orologio di lusso di seconda mano, pian piano, sta diventando più usuale. Andrew Poplavsky

Il mercato degli orologi di lusso di seconda mano vive un'epoca d'oro. Per il cliente è però difficile distinguere il pezzo prezioso da quello contraffatto e stimarne il vero valore. I certificati basati sulla blockchain potrebbero garantire la necessaria trasparenza e sicurezza.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2020 - 11:00

Gli appassionati di orologi devono armarsi di pazienza se vogliono mettersi al polso l'ultimo Rolex per immersioni subacquee. La risposta dei rivenditori ufficiali del marchio con la corona è sempre la stessa: la novità presentata l'autunno scorso sarà disponibile solo tra qualche anno.

La lista di attesa è già molto lunga. Non appagare subito il desiderio dei clienti è una strategia promozionale sfruttata a regola d'arte dal mercato del lusso. Il modello Nautilus della marca Patek Philippe detiene sicuramente il record dell'orologio più ricercato della storia. Bisogna attendere almeno undici anni (!) prima di poterlo esporre tra i propri cimeli.

Tale situazione si riflette sul mercato degli orologi di lusso di seconda mano. Stando a un recente studio svolto dal Boston Consulting Group (BCB), a livello mondiale il valore degli orologi d'occasione ha già raggiunto i 16 miliardi di franchi e da qui al 2025 dovrebbe crescere annualmente dell'8%. A titolo di paragone, le vendite totali di orologi nuovi sono stimate a circa 50 miliardi di franchi all'anno.

Secondo il Boston Consulting Group, da un lato, la maggior parte degli amanti delle lancette è disposta ad acquistare un prodotto di lusso d'occasione, dall'altro, ha "esigenze precise concernenti la sicurezza, la comodità e il servizio d'acquisto". La tracciabilità è un elemento centrale della strategia in un mercato grigio dove abbondano le marche contraffatte e i certificati fasulli.

La blockchain potrebbe essere una soluzione. Da alcuni anni, questa tecnologia decentralizzata di archiviazione e trasmissione delle informazioni ha il vento in poppa. "La blockchain dà la possibilità di emettere un certificato digitale unico, non falsificabile, non duplicabile e molto sicuro per ogni singolo orologio. È la migliore strategia per lottare contro le contraffazioni", sostiene Loys de La Soudière, cofondatore della GoodsID.

Loys de La Soudière, fondatore di GoodsID. Lavieille Philippe/le Parisien / Lavieille Philippe

Questa start-up francese da tre anni sviluppa certificati d'autenticazione basati sulla tecnologia blockchain e destinati all'industria del lusso. Nel 2018, vari investitori privati e la Banca pubblica d'investimento francese (BPI) hanno sostenuto con un milione la GoodsID affinché portasse avanti il suo progetto.

L'orologeria svizzera è un mercato prioritario della GoodsID. Di recente ha aperto un ufficio a Bienne, città del cantone di Berna dove hanno sede varie marche prestigiose, a cui ora la start-up francese sta facendo la corte. "Siamo in trattative avanzate con due grandi aziende e siamo fiduciosi di trovare con loro un accordo nei prossimi mesi affinché adottino la nostra soluzione", dice Loys de La Soudière.

swissinfo.ch

L'aumento delle vendite online, tendenza accelerata dalla crisi del nuovo coronavirus, ha costretto a cambiare mentalità l'industria orologiera, settore molto legato alla tradizione e che fatica ad entrare nel mondo digitale.

A metà ottobre, Breitling ha annunciato che ogni nuovo orologio veniva accompagnato da un passaporto criptato e non più da un certificato d'autenticità cartaceo.

La marca specializzata nella produzione di orologi da polso per aviatori ha scelto di collaborare con Arianee, un'associazione francese senza scopo di lucro che intende creare una norma mondiale indipendente per la certificazione digitale degli oggetti di valore.

Dal 15 maggio 2019, gli orologi Les Collectionneurs di Vacheron Constantin sono certificati digitalmente con l'uso della tecnologia Blockchain. Keystone

I molteplici vantaggi della blockchain

Oltre a garantire la sicurezza e la tracciabilità, i certificati digitali basati sulla tecnologia blockchain permettono alle case orologiere di sviluppare una strategia di marketing molto mirata. "Nel caso di vendita sul mercato di seconda mano, l'azienda può inviare un messaggio al nuovo acquirente con consigli sulla manutenzione o invitandolo a scoprire altri modelli nelle sue boutique. In questo modo, il marchio sfrutta il prodotto come mezzo di comunicazione", spiega Loys de La Soudière.

D'altra parte, il cliente può provare con un solo clic di essere il proprietario legittimo dell'orologio e l'autenticità di quest'ultimo, valorizzandolo così sul mercato di seconda mano. Infine, il certificato digitale vale come garanzia e può essere presentato all'assicurazione in caso di furto.

I vantaggi sono molteplici, tanto che gli esperti del settore indicano che la blockchain potrebbe essere una tecnologia da impiegare in maniera generalizzata nell'industria orologiera elvetica. "Gli orologiai svizzeri si stanno lentamente rendendo conto di quanto sia importante riuscire a identificare i loro prodotti tramite le tecnologie moderne. È un'evoluzione positiva", sottolinea Michel Arnoux, capo del servizio anticontraffazione della Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH).

La contraffazione non conosce crisi

Numerose aziende attive nell'ambito della certificazione digitale si rivolgono alla FH con l'intento di convincerla ad adottare la propria soluzione come standard valido per tutto il settore in Svizzera. "Oggi, tale scelta spetta alle singole aziende. Non c'è una norma legale che permetta di imporre un unico standard", evidenzia Michel Arnoux.

"La certificazione dell'autenticità dei prodotti ha lo scopo di rassicurare il cliente. È illusorio credere che questa tecnologia possa mettere fine alla contraffazione"

Michel Arnoux, capo del servizio anticontraffazione della FH

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Inoltre, non bisogna nemmeno riporre troppe speranze nella blockchain, ricorda ancora Michel Arnoux. "La certificazione dell'autenticità dei prodotti ha lo scopo di rassicurare il cliente. È illusorio credere che questa tecnologia possa mettere fine alla contraffazione". La maggior parte delle persone che acquista un falso, sa benissimo che sta per mettersi al polso una patacca e quindi non si interessa nemmeno della certificazione.

Quello degli orologi contraffatti è un mercato che non conosce crisi. Non è così invece per l'orologeria elvetica che sta attraversando un momento molto difficile. Quest'anno, i sequestri di orologi taroccati alle dogane svizzere sono aumentati del 25 per cento. Inoltre, secondo la FH, a livello mondiale si vendono due volte di più pezzi contraffatti che originali.

"Con il confinamento imposto in molti Paesi, i consumatori hanno il tempo di navigare in internet alla ricerca di imitazioni molto meno costose degli orologi prodotti dalle aziende svizzere, diventati spesso impagabili per un comune mortale", conclude Michel Arnoux.

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