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Prolungata la chiusura dello spazio aereo svizzero

L'aeroporto di Zurigo-Kloten rimane deserto.

L'aeroporto di Zurigo-Kloten rimane deserto.

(Reuters)

L’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ha rinviato l'apertura dello spazio aereo elvetico alle otto di martedì mattina. Nel corso della giornata l’UFAC valuterà costantemente la situazione.

La nube di cenere proveniente dall’Islanda continua a paralizzare il traffico aereo in Svizzera. Stando al portavoce dell’UFAC, Daniel Göring, si attende infatti oggi pomeriggio il sopraggiungere di una nuova nuvola di polvere sulla Svizzera.

La misura è stata presa per ragioni di sicurezza e concerne il traffico commerciale. Non v'è tuttavia un divieto assoluto di sorvolare la Svizzera. Infatti, sono autorizzati i voli a un'altitudine di almeno 6'400 metri. In precedenza, il limite era fissato a 11'000 metri.

Cieli europei ancora chiusi

Anche la Germania e la Gran Bretagna mantengono chiuso il loro spazio aereo fino alle 14.00 di martedì. Dal canto suo, l’Italia ha aperto lunedì mattina per alcune ore l'aeroporto internazionale di Milano Malpensa, creando disagi e code interminabili nell’area delle biglietterie del terminal 1.

Stando al direttore dell'Ente nazionale aviazione civile (Enac) Alessio Quaranta lo stop dei voli nel nord Italia dovrebbe permanere anche domani. Una decisione definitiva verrà presa nella serata di lunedì.

Al momento, riferisce l'ente europeo per la sicurezza dell'aviazione civile Eurocontrol, la maggior parte del traffico civile aereo continua ad essere bloccato: nella «no-fly zone» ci sono anche Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Olanda, nord dell'Italia, Polonia, Romania, Slovenia e parte dell'Ucraina.

Soltanto i cieli di alcuni Stati dell’Europa meridionale e settentrionale sono aperti al traffico civile. Si tratta di Portogallo, Spagna, parti dell'Italia e Francia, dell'area dei Balcani, di Bulgaria, Grecia e Turchia, così come alcune zone della Norvegia e della Svezia.

Stando all'ente europeo per la sicurezza dell'aviazione civile Eurocontrol, lunedì i voli nello spazio aereo europeo dovrebbero essere 8.000 - 9000 rispetto ai 28.126 previsti, con un calo del 70%.

Critiche dalla Iata

Le compagnie aeree fanno pressione affinché le autorità riaprano almeno parzialmente il traffico aereo e permettano alle centinaia di migliaia di passeggeri inchiodati a terra di raggiungere finalmente la loro meta. Inoltre, stando a stime formulate dall’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), l’eruzione del vulcano islandese farebbe perdere almeno 200 milioni di dollari al giorno alle compagnie di volo.

La Iata, che rappresenta 270 compagnie di tutto il mondo, ha criticato lunedì la gestione della crisi da parte dei governi europei e ha chiesto l'apertura «almeno di qualche corridoio di volo». «È un altro pasticcio europeo, un motivo di imbarazzo per l'Europa nel mondo», ha affermato il direttore generale e Ceo della Iata Giovanni Bisigani.

Calma negli aeroporti

Questa mattina, all'aeroporto di Zurigo-Kloten, dove sono stati annullati 546 voli, regnava la calma più assoluta. Anche all’aeroporto di Ginevra era di casa il silenzio. I corridoi erano quasi completamente deserti e i 146 voli previsti cancellati.

Nell’attesa dell’apertura del traffico aereo, un'ottantina di passeggeri ha trascorso un'ulteriore notte nel terminal zurighese. Il personale aeroportuale li ha assistiti consegnando loro coperte, cibo, acqua e articoli per l'igiene personale.

Per i curiosi, la terrazza dell’aeroporto di Zurigo-Kloten rimane momentaneamente chiusa. Coloro che desiderano osservare l'aeroporto confrontato a una situazione di inedita calma dovranno ripiegare su altri punti di osservazione.

swissinfo.ch e agenzie

Effetti sugli aerei

Le polveri vulcaniche possono trasformarsi in cristalli di vetro passando attraverso il motore di un jet a causa delle alte temperature a cui vengono sottoposte.

I reattori subiscono quindi dei gravi danni strutturali che potrebbero causarne la rottura.

Un caccia F-16 ha dovuto fare i conti con la cenere vulcanica. Nei suoi motori sono state trovate tracce di polvere vetrificata che confermano i timori legati alle possibili conseguenze della nube sui velivoli.

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Scaffali vuoti?

La chiusura dello spazio aereo non dovrebbe creare problemi ai consumatori svizzeri: il rifornimento di alimentari è assicurato, tuttavia potrebbero esserci disagi per certi prodotti.

Gli asparagi verdi, ad esempio, potrebbe scarseggiare da mercoledì poiché provenienti dagli Stati uniti.

Anche il pesce fresco come il merluzzo il pangasio o il tonno, potrebbero momentaneamente mancare sugli scaffali.

Verdura e frutta dovrebbe essere invece essere disponibile a sufficienza.

Il blocco aereo offre la possibilità ai consumatori elvetici di ripensare momentaneamente le loro abitudini alimentari, acquistando prodotti locali e di stagione.

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