Daniel Vasella: l'uomo dai due volti

Daniel Vasella lascia la Novartis dopo 17 anni. Reuters

La stampa svizzera traccia un bilancio in chiaro-scuro dell'operato di Daniel Vasella alla testa della Novartis. Gli editorialisti tessono le lodi di un uomo che ha saputo portare la sua impresa tra i leader mondiali dell'industria farmaceutica. Allo stesso tempo, però, ne denunciano le manie di grandezza e le remunerazioni considerate abusive.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 gennaio 2013 - 10:42
swissinfo.ch

«Daniel Vasella è stato un dirigente fuori dal comune. Detestato da alcuni, ammirato da altri, ha segnato la sua epoca», scrive il quotidiano romando Le Temps. «Tanto è stato odiato per la sua avidità, la sua tendenza a concentrare il potere, o la sua predilezione per una concorrenza spietata, tanto Daniel Vasella è stato anche acclamato per la sua visione strategica, un reale senso dell'ascolto, e una forza di convinzione fuori dal comune».

Ci sono due Daniel Vasella, insomma, si chiede il Tages Anzeiger: il manager e il ricco, l'eroe e l'imbroglione? «Come manager, ha fatto della Novartis uno dei leader mondiali dell'industria farmaceutica, dopo la fusione di Ciba e Sandoz nel 1996. Ma si è lasciato scappare il momento migliore per dimettersi. Mercoledì il titolo della Novartis è aumentato di oltre il 5 per cento. Dal punto di vista degli investitori, ciò significa che nell'ultima fase del suo mandato, Vasella si era trasformato in un' ipoteca per l'impresa, più che un attivo».

Un imprenditore di successo

Nato a Friburgo nel 1953, Daniel Vasella ha diretto la Novartis per 17 anni, ricoprendo per un certo periodo la doppia carica di presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale. Mercoledì, un po' a sorpresa, questo medico di formazione ha annunciato che non si ripresenterà per un nuovo mandato. Con la sua partenza si chiude così una pagina della storia dell'economia svizzera, sottolinea il giornale romando Le Temps. «All'ora del bilancio, si può affermare che Daniel Vasella è riuscito a costruire un'impresa solida, puntando sulla scienza e gli affari, e ha partecipato al prestigio dell'economia svizzera».

Anche la Neue Zürcher Zeitung sottolinea «il talento imprenditoriale fuori dal comune» di Daniel Vasella, che ha lasciato un segno «non soltanto sulla Novartis, ma sull'intera piazza finanziaria svizzera». Ciononostante, «era forse taglia in più per il nostro paese».

Ma se la Svizzera ha visto di buon occhio l'internazionalizzazione dell'industria farmaceutica, la questione dei salari è stata invece più difficile da digerire, ricorda ancora il quotidiano zurighese. Così oggi «rischiamo di ricordarci di Daniel Vasella non come di un imprenditore fuori dal comune ma come di una persona che ha perso con tenacità il senso della normalità e la cui presenza ha portato più che altro pregiudizio alla piazza finanziaria svizzera».

Remunerazioni abusive

Negli ultimi anni, il nome di Daniel Vasella e della Novartis è stato infatti associato più alla questione dei cosiddetti "salari abusivi", che al dinamismo di un'impresa. «Tutti si ricordano di come Vasella, con il suo salario di oltre 40 milioni di franchi, abbia fissato un nuovo limite in Svizzera», scrive l'editorialista del Blick, ricordando che negli ultimi 11 anni il padre della Novartis si è portato a casa ben 300 milioni di franchi.

  

«Anno dopo anno, commenta dal canto suo il Tages Anzeiger, Vasella ha ricevuto indennità così esorbitanti che si è issato al rango dei più grandi imbroglioni della nazione ed è stato uno dei fattori scatenanti dell'iniziativa di Thomas Minder contro le remunerazioni abusive», in votazione il 3 marzo.

Ironico, il foglio romando Le Matin aggiunge: l'uomo dei super bonus lascia il timone a 59 anni, ma a differenza dei cittadini comuni non ha dovuto calcolare due volte il totale della sua pensione prima di prendere una decisione.

Un calcolo giusto?

La partenza di Daniel Vasella avrà un impatto sull'iniziativa Minder? Le opinioni degli editorialisti sembrano divergere.

Le Matin sottolinea come «prima di abbandonare la nave, Vasella si sia offerto il lusso di intralciare Thomas Minder. «Senza di lui e la sua cinquantina di milioni annui, bonus compresi, l'iniziativa vede infatti il miglior esempio di remunerazioni abusive uscire di scena con uno sberleffo». Il presidente parte però con le lacrime agli occhi, prosegue il quotidiano romando. «Il fatto che l'azione sia aumentata del 5 per cento dimostra come anche gli azionisti si siano resi conto finalmente che le remunerazioni abusive avrebbero diminuito la parte di torta che spetta loro».

Quanto riceverà Vasella dopo la sua partenza - come risarcimento per il divieto di lavorare per la concorrenza - non è ancora chiaro, sottolinea il Blick. «Come d'abitudine, Vasella si è trincerato dietro a un sorriso, aumentando così le speculazioni. Potrebbe guadagnare altri milioni senza far nulla. Che Vasella sia fermamente contrario all'iniziativa sulle remunerazioni abusive, l'ha ripetuto più volte. Proprio ieri ha però contribuito alla causa dei promotori».  

Iniziativa Minder

L’iniziativa “contro le retribuzioni abusive”, lanciata dall’imprenditore Thomas Minder, vuole introdurre un articolo costituzionale con una serie di disposizioni che rafforzano i diritti degli azionisti delle società svizzere quotate in borsa, per evitare che i top manager si elargiscano rimunerazioni esorbitanti, senza alcun rapporto con i risultati della loro società.
 
In particolare, il testo dà all’assemblea generale le competenze di eleggere ogni anno tutti i membri del consiglio d’amministrazione e di decidere la somma delle rimunerazioni di questo organo, della direzione e del comitato consultivo. Indennità anticipate, buone uscite e premi in caso di acquisto o di vendita dell’impresa sono proibiti. Pure vietati i voti per delega.
 
L’elettorato voterà il 3 marzo. In caso di rifiuto, dovrebbe entrare in vigore un controprogetto adottato dal parlamento. Si tratta di una revisione del diritto della società anonima e del diritto contabile che riprende parte delle misure previste dall’iniziativa, ma attenuate.

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Novartis, un'azienda nata nel 1996

La multinazionale Novartis è nata nel 1996, dalla fusione tra i giganti basilesi della chimica e farmaceutica Ciba-Geigy e Sandoz.
 
L’operazione ha portato alla creazione di tre nuove entità: Novartis appunto per l’industria farmaceutica, Ciba Specialty Chemicals per la chimica fine e Syngenta (dopo un’ulteriore fusione con l’anglo-svedese AstraZeneca) per i pesticidi, fungicidi, concimi e altri prodotti utilizzati nell’agricoltura.
 
Con sede a Basilea, Novartis è oggi uno dei leader mondiali del settore farmaceutico. Produce medicinali per l'uomo, ma anche per gli animali.
 
Nel 2012 la multinazionale ha registrato un utile netto di 9,6 miliardi di dollari, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Le vendite sono invece calate del 3% a 56,7 miliardi. Il gruppo impiega più di 127'000 persone.
 
Daniel Vasella ha iniziato a lavorare nel 1988 per la Sandoz. In occasione della fusione è stato chiamato a dirigere la nuova entità. Nel 2010, dopo 14 anni in qualità di direttore generale, Vasella ha lasciato il posto a Joe Jimenez, ma è rimasto presidente del consiglio d’amministrazione

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