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Fallimenti in netto aumento, è record per quelli aziendali

lettera con timbro
Nei primi nove mesi dell'anno i fallimenti aziendali sono cresciuti quasi del 50%. Keystone-SDA

I fallimenti sono in sensibile crescita in Svizzera, sia per i privati che - soprattutto - per le aziende: lo indicano i dati diffusi oggi dalla società di informazioni economiche Creditreform.

(Keystone-ATS) Fra gennaio e settembre hanno dovuto depositare i bilanci per insolvenza – cioè per incapacità a far fronte ai pagamenti – 11’063 aziende, vale a dire il 45,6% in più dello stesso periodo del 2025. A queste chiusure vanno poi aggiunte quelle per lacune nell’organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni), salite del 14,2% a 2597. Il numero complessivo dei fallimenti di ditte si attesta così a 13’660 (+38,4% su base annua).

A influire sui dati è anche una modifica legislativa in vigore dall’inizio del 2025: anche le istituzioni di diritto pubblico sono tenute a richiedere il pagamento dei crediti arretrati delle aziende attraverso la procedura di fallimento. In questo modo sono state equiparate ai creditori privati. “L’abolizione di questo privilegio era attesa da tempo”, argomentano gli esperti di Creditreform. “Esso aveva portato solo a far sì che le imprese adempissero in misura insufficiente ai propri obblighi di pagamento nei confronti dei creditori pubblici”. A contribuire all’aumento del numero di bancarotte – aggiungono – potrebbe essere anche il boom delle nuove società in atto ormai da alcuni anni. Come noto infatti le giovani realtà sono a rischio di chiusura soprattutto nei primi cinque anni di attività.

I dati confermano queste osservazioni. Nei primi nove mesi dell’anno le nuove iscrizioni al registro di commercio hanno raggiunto quota 41’706, in progressione del 2,1% su base annua. Creditreform ipotizza che per l’insieme del 2026 il numero potrebbe arrivare a 57’000, che sarebbe da primato. In progressione sono peraltro anche gli stralci, che nel periodo gennaio-settembre sono stati 26’712 (+4,9%). La crescita netta di imprese si è così attestata a 14’994.

I fallimenti di privati nei primi nove mesi sono stati 8003, con un incremento del 6,3%. La parte del leone era costituita dalle eredità rifiutate, salite del 3,8% a 6353; in forte aumento sono le bancarotte di persone viventi, progredite del 17,2% a 1650, quindi comunque meno importanti in termini assoluti.

Sull’arco dell’intero anno Creditreform – organizzazione nata nel 1888 quale associazione dei creditori e attiva a livello internazionale, con 150 dipendenti in Svizzera e 4350 a livello mondiale – si aspetta oltre 10’600 fallimenti di privati. Per le aziende sono attese più di 19’000 chiusure, un numero mai visto prima: basti pensare che nel 2019, ultimo anno pre-Covid, le bancarotte erano state circa 8000.

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