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Alluvioni a sud delle Alpi: in Ticino preoccupano le fuoriuscite di nafta

La Piazza grande a Locarno invasa dalle acque del Verbano Keystone

Il livello del Verbano è ancora salito nella notte tra lunedì e martedì, per poi scendere leggermente. Il problema maggiore è ora rappresentato dalle fuoriuscite di gasolio da riscaldamento. Nel Norditalia la situazione sta lentamente migliorando.

Nella notte, il Verbano ha superato il livello di 197,62 metri. Durante l’alluvione del 1993 il lago aveva raggiunto i 197,24 metri. Secondo i meteorologi le precipitazioni, la cui intensità è già diminuita, dovrebbe cessare del tutto nel corso di martedì.

Alla Radio svizzera di lingua italiana il capo della protezione civile Raffaele Dadò ha detto che la scorsa notte è stata abbastanza tranquilla. Le sue maggiori preoccupazioni sono legate alla fuoriuscita di gasolio da riscaldamento. L’alluvione ha sganciato molti serbatoi dal loro supporto.

Il traffico nel Locarnese è sempre ancora ostacolato. Il Touring Club svizzero non esclude che l’accesso stradale a Locarno debba essere completamente chiuso. Gli autocarri già non possono transitare.

Al momento la chiusura della A13 causa numerosi disagi al traffico stradale tra Locarno e Bellinzona. Le autorità invitano ad usare il treno.

Con il miglioramento delle condizioni atmosferiche, la situazione in Val d’Aosta e Piemonte, le regioni maggiormente colpite dal maltempo in Italia, sta lentamente stabilizzandosi. Una quindicina di persone sono però ancora date per disperse.

Nella Val d’Aosta, la regione più colpita con dieci morti e almeno sei dispersi, migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni o sono rimaste isolate a causa dell’interruzione delle vie di ollegamento.

Martedì mattina il bilancio nelle tre regioni di Val d’Aosta, Piemonte e Liguria era di 13 morti, compreso un uomo deceduto per arresto cardiaco.

Numerosi villaggi sono senza acqua potabile e i negozi di alimentari, presi d’assalto, hanno visto diminuire rapidamente le loro scorte. I centri d’accoglienza vengono approvvigionati dagli elicotteri.

Un convoglio d’aiuti proveniente dalla Francia era atteso martedì mattina in Val d’Aosta, mentre i soccorsi provenienti da Piemonte e Lombardia hanno cominciato a giungere lunedì, ma con molte difficoltà.

In Piemonte il livello dei fiumi continua a calare. A Torino il Po è sceso ci circa due metri rispetto al livello massimo raggiunto nel fine settimana. La situazione è ancora precaria lungo la Dora. Nel quartiere Lucento 400 persone sono state evacuate e le autorità temono il crollo di un vecchi stabilimento Fiat.

La circolazione stradale è invece notevolmente migliorata dopo che sono stati riaperti numerosi ponti. L’autostra Torino-Aosta e la ferrovia Milano-Torino rimangono tuttavia chiuse, Nella provincia di Torino una trentina di strade sono ancora bloccate.

In Lombardia, dove le autorità temono ancora la fuoriuscita del Po, la situazione si è generalmente stabilizzata. A Pavia 400 persone sono state evacuate. A Piacenza il fiume si è pericolosamente gonfiate e sono in corso le operazioni di evacuazione di 700 persone.

La linea ferroviaria Bologna-Milano è stata interrotta tra Piacenza e Cotogno, mentre un’inondazione ha reso impraticabile l’autostrada Milano-Genova.

A Cremona i comuni in riva al Po sono stati evacuati per precauzione. Il fiume è uscito dal suo letto in tutta la zona compresa tra Piacenza e Cremona causando gravi danni all’agricoltura.

swissinfo e agenzie

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