Giornata di lutto nazionale in Austria per la tragedia del Kitzsteinhorn
Giornata di lutto nazionale in Austria alla memoria delle vittime della tragedia del Kitzsteinhorn, dove oltre 150 passeggeri di una funicolare sono morti in un incendio all'interno di una galleria. Telegramma di cordoglio del presidente svizzero.
Bandiere a mezz’asta in Austria su tutti gli edifici pubblici a segnare la giornata di lutto nazionale alla memoria delle vittime della tragedia del Kitzsteinhorn. L’ultimo bilancio ufficiale, annunciato domenica dal governatore del Saliburghese Franz Schausberger fa stato di 155 morti. Le vittime identificate, con un margine di errore del 10 percento, sono 42 tedeschi, dieci giapponesi, otto americani, due sloveni, un croato e 52 austriaci. Sconosciuta per il momento la nazionalità di un’altra quarantina di vittime. Gran parte dei morti potranno essere identificati solo dopo l’esame del Dna, che verrà effettuato dalla clinica universitaria di Salisburgo.
Molti cadaveri sono stati avvistati fuori della carrozza, ad una distanza di circa 200 metri. Sono persone che hanno tentato, invano, una volta aperte le porte del treno, di salvarsi salendo verso la stazione intermedia a monte. Per farlo avevano però a disposizione solo una minuscola scala in metallo che corre a fianco della ferrovia, all’interno di un tunnel largo 3,6 metri. Le fiamme sprigionatesi dal vagone ma soprattutto il fumo, risucchiato verso l’alto come in un camino, li hanno uccisi.
Sul sito internet www.land-sbg.gv.at è pubblicata la lista delle persone che già avevano raggiunto le piste al momento dell’incendio del treno e sono quindi sane e salve. Fra di loro anche alcuni cittadini svizzeri, ma la lista è ancora incompleta.·
Un bilancio esatto della tragedia si potrà però avere solo fra alcuni giorni, sempre che le squadre di recupero riescano a recuperare tutti i corpi ed i medici legali a provvedere al loro riconoscimento. L’alta temperatura sprigionatasi nel rogo ha calcinato tutto, per cui l’impresa del riconoscimento delle salme si prevede sarà estremamente difficile, se non addirittura impossibile.
Il presidente della Confederazione Adolf Ogi ha inviato già sabato pomeriggio un telegramma di condoglianze al suo omologo austriaco Thomas Klestil. Il messaggio esprime il profondo cordoglio del Consiglio federale e del popolo svizzero. Nel telegramma il presidente svizzero dice profondamente colpito per il tragico incidente e chiede inoltre al presidente Klestil di trasmettere ai famigliari delle vittime, ai feriti, al governo e al popolo austriaco la sua profonda tristezza e la sua solidarietà.
I feiti sono in tutto 18, di cui uno solo in pericolo di vita. Di questi dodici sono tedeschi che si sono salvati dalla funicolare in fiamme. Il ministero degli esteri tedesco ha fatto sapere che i suoi funzionari, inviati sul posto dalla Baviera distante pochi chilometri dal luogo della disgrazia, hanno inviato una lista di dodici cittadini, che sono riusciti a mettersi in salvo rompendo un vetro posteriore della vettura in fiamme. Si tratterebbe per l’appunto di dodici bavaresi.
I parenti delle vittime e tutti coloro che temono che tra i dispersi vi siano loro congiunti, sono stati raccolti momentaneamente nell’ostello della gioventù di Kaprun. Qui ricevono le informazioni disponibili e l’assistenza psicologica di un gruppo di esperti, addestrati ad intervenire in caso di catastrofe.
In una conferenza stampa del coordinamento dei soccorsi, è stato spiegato che le porte del treno alla fine si erano aperte quasi tutte. Così le hanno viste, infatti, i primi vigili del fuoco giunti sul posto. Molti dei passeggeri sono riusciti a lanciarsi all’esterno, tentando di mettersi in salvo lungo una strettissima scala di metallo che corre a fianco della ferrovia. Tutti però sono stati soffocati dal fumo. Resti di corpi sono stati avvistati a 200 metri dal treno.
Domenica mattina, poco dopo le 8, sono iniziate (e poi interrotte e riprese nel pomeriggio) le operazioni preliminari per il recupero dei resti delle vittime perite nel rogo del tunnel maledetto. Gli uomini delle squadre di recupero hanno deciso di raggiungere i resti del vagone distrutto dalle fiamme partendo dalla stazione a monte.
Per le squadre di recupero si tratta di un’operazione delicatissima. La carcassa del vagone, infatti, non è ancora stata assicurata e pertanto c’è il pericolo che con l’arrivo dei soccorritori possa precipitare all’indietro verso la stazione a valle, che per precauzione è già stata completamente sgomberata. Inoltre, i resti del treno stanno ancora bruciando e i vigili del fuoco austriaci non hanno certezze sulla pericolosità del fumo sprigionato.
A Kaprun sono intanto arrivati parenti di vittime o persone che temono che i loro congiunti siano rimasti uccisi nel trenino del ghiacciaio. L’elenco di queste persone, date per disperse, è tuttavia al momento di gran lunga superiore a quello delle vittime effettive, anche nella peggiore delle ipotesi. Molte di queste persone si trovano probabilmente in qualche albergo o in qualche località limitrofa a Kaprun e devono pertanto ancora venire contattate.
Per quanto riguarda le cause della sciagura, gli inquirenti hanno iniziato le loro indagini. Secondo Erich Buxbaum, capo della polizia austriaca responsabile della sicurezza nazionale, testimoni avrebbero riferito di avere visto dall’esterno fiamme sul treno che stava entrando in galleria. Buxbaum, parlando domenica alla televisione austriaca ORF, ha detto di potersi comunque immaginare che una funicolare in corsa abbia difficoltà a frenare tempestivamente. Quando il conducente si è accorto dell’incendio il treno viaggiava a 36 chilometri orari e, secondo Buxbaum, probabilmente è stato troppo tardi.
Intanto i resti della funicolare sono stati posti sotto sequestro dalla magistratura austriaca. Lunedì pomeriggio alle 15, sul piazzale della stazione a valle della ferrovia è prevista una cerimonia religiosa ecumenica in memoria delle vittime.
swissinfo e agenzie
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