Italia e Francia realizzeranno una quarta trasversale alpina sotto il Fréjus
Torino e Lione in poco più di un'ora di treno. Italia e Francia hanno firmato lunedi, nel capoluogo piemontese, un accordo che dovrebbe portare entro il 2015 al completamento del tunnel di base sotto il Fréjus. Si tratta della quarta trasversale alpina dopo i progetti svizzeri del Loetschberg e del San Gottardo e quello italo-austriaco-tedesco del Brennero.
50 chilometri di Tunnel per collegare l’Italia alla Francia. Lunedì, a Torino il presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac e il presidente del Consiglio Italiano Giuliano Amato hanno sottoscritto un accordo che dovrebbe dare il definitivo via libera al progetto del Fréjus. Una linea veloce destinata soprattutto al traffico merci.
Con questo accordo dunque anche Parigi e Roma si apprestano ad aprire un nuovo asse di comunicazione attraverso le alpi. Il tunnel di base, con un costo preventivato di circa 15 miliardi di franchi svizzeri, sarà lungo una cinquantina di chilometri. L’asse collegherà in poco più di un’ora Torino a Lione. Se tutto procede come dovrebbe, l’inaugurazione del progetto avverrà nel 2015. Naturalmente bisognerà superare le resistenze dei comuni della Val di Susa, attraversata dalla linea veloce, che a Torino hanno manifestato contro il progetto definendolo inutile e antiecologico.
Alptransit dovrà confrontarsi quasi certamente con un nuovo concorrente. Anche se i lavori in Svizzera sono già parecchio avanzati, le trasversali alpine elvetiche non potranno essere inaugurate prima del 2013.
Riaffiorano dunque i dubbi di chi al momento del varo del progetto elvetico temeva che il cantiere del secolo si potesse trasformare in un flop finanziario.
Gli ecologisti ma anche gli stessi ambienti politici ed economici, che hanno difeso Alptransit ribadiscono che nell’Europa del futuro ci sarà posto per tutti. 4 trafori alpini non faranno che meglio rispondere alle sollecitazioni del traffico merci sempre più imponente. Oltretutto, collegamenti veloci, economicamente interessanti e rispettosi dell’ambiente riporteranno quasi sicuramente sui treni molti passeggeri che oggi privilegiano il trasporto privato.
Paolo Bertossa
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