L’industria chimico-farmaceutica motore della crescita
Lo indica uno studio dell'istituto di ricerca congiunturale BAK di Basilea i cui risultati sono stati presentati giovedì a Zurigo.
La ricerca, realizzata su incarico dell’organizzazione del settore Interpharma, evidenzia l’importanza economica dell’industria chimico-farmaceutica, che si è fortemente accentuata negli ultimi anni: dal 1995 al 2000 un quarto della crescita economica del Paese è dovuta a questo settore.
L’industria chimica e farmacuetica ha contribuito negli Anni Novanta in modo determinante alla crescita economica della Svizzera. Il settore è il numero uno per quanto riguarda la produttività e il secondo per le esportazioni. La biotecnologia assume un’importanza crescente.
In base ai dati presentati dal BAK, dal 1990 al 1995 la crescita annua del settore ha raggiunto una media del 9,5 per cento e nei cinque anni successivi si è attestata all’8 per cento. La crescita dell’economia svizzera ha invece raggiunto l’1,8 per cento negli ultimi cinque anni. La forte crescita ha fatto in modo che il settore chimico-farmaceutico contribuisca ormai nella misure del 5 per cento al valore aggiunto dell’intera economia elvetica.
L’industria chimico-farmaceutica è, dopo quella delle macchine, il secondo più grande esportatore, con il 30 per cento di tutte le esportazioni. La sua produttività ha raggiunto 210 franchi per ora di lavoro, il doppio di quella del settore finanziario e circa quattro volte quella della media di tutti i settori dell’economia.
La Svizzera nord-occidentale rimane il principale centro di questo settore industriale. Sulla spinta delle nuove attività nel campo della biotecnologia, anche le regioni dell’Altipiano, del bacino lemanico e di Zurigo hanno registrato negli ultimi anni un’importante crescita.
Il numero delle imprese attive nel campo della biotecnologia è praticamente raddoppiato fra il 1998 ed il 2000, raggiungendo le 130 aziende. Tenendo conto anche delle divisioni biotecnologiche dei grandi gruppi, il fatturato in questo particolare settore raggiunge oggi i 3 miliardi di franchi, per un totale di circa 8.000 dipendenti.
Negli ultimi anni la Svizzera ha fatto grandi sforzi nel campo della ricerca biotecnologica. Secondo il direttore generale di Interpharma, Thomas B. Cueni, il terreno è fertile per la creazione di nuove aziende. Le condizioni-quadro sono state migliorate, in particolare per quanto riguarda le procedure di omologazione dei medicamenti.
swissinfo e agenzie
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