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Lego chiude le fabbriche di Baar: 390 licenziamenti

Brutte notizie per i collaboratori di Lego impiegati a Baar Keystone

Il fabbricante di giocattoli Lego ha annunciato giovedì la chiusura entro metà 2002 delle sue due fabbriche di Baar, nel Canton Zugo. Il provvedimento comporterà il licenziamento di 390 persone. In Svizzera il gruppo danese concentrerà la produzione nelle aziende di Willisau (LU) e di Steinhausen (ZG). Intanto il Governo cantonale di Zugo deplora la decisione.

Lego attribuisce la drastica decisione alle difficoltà registrate da alcuni anni con l’avanzare dei giochi informatici. I conti del 2000 sono terminati con una perdita di 200 milioni di franchi, indica il gruppo.

Nell’unità di Baar – Neuhof lavorano 285 persone e in quella di Lättich 130. A 25 dipendenti sarà offertà la possibilità di trasferirsi in una delle altre due fabbriche rimanenti in Svizzera. Perderanno l’impiego inoltre 10 persone a Steinhausen e 20 a Willisau. Trenta dipendenti saranno pensionati in anticipo. Per il resto del personale Lego ha predisposto un piano sociale.

La ristrutturazione riguarda anche altri paesi. Lo scorso anno negli Stati Uniti sono stati cancellati 100 impieghi. In Danimarca saranno licenziate 250 persone, in Ungheria 140 e in Germania 90. Complessivamente la Lego occupa tra 8’000 e 8’500 persone a livello mondiale, a seconda della stagione. In Svizzera i dipendenti sono 790.

Il taglio del personale tocca quindi in maniera preponderante la Svizzera. Werner Häfliger, direttore di Lego Produzione SA, ha indicato in una conferenza stampa che saranno chiusi gli impianti più vecchi. Inoltre la decisione riguarda alcuni componenti, specialmente elettronici, che in futuro saranno acquistati da terzi e non più prodotti in proprio.

Lego ha anche annunciato nuovi investimenti a Steinhausen, dove lavorano 80 dipendenti e Willisau (260). A Baar rimarranno alcune attività commerciali (30 dipendenti) e la sede della lego Holding (15).

Con questo taglio, Zugo perde una parte importante della sua industria. Da parte sua, il Governo cantonale non ha tardato a deplorare l’ondata di licenziamenti.

Robert Bisig, capo del Dipartimento di economia, rileva che l’esecutivo aveva previsto una ristrutturazione presso il produttore di giocattoli, ma non un taglio tanto drastico. Lego ha tuttavia informato apertamente e messo tutte le carte in tavola, ha aggiunto.

L’Ufficio cantonale dell’economia e del lavoro, i centri regionali di collocamento e i servizi sociali di Baar, si occuperanno delle persone che perderanno l’impiego, afferma il Consigliere di Stato.

Secondo Bisig, non dovrebbe essere difficile trovare delle soluzioni per molti dei licenziati, vista la scarsità di personale registrata nel cantone. Diverse ditte si sono già dette interessate ad assumere dipendenti della Lego.

swissinfo e agenzie

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