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Sulzer: ristrutturazione causerà la perdita di 300 posti di lavoro

Un operaio nelle officine Sulzer Turbo a Zurigo. Keystone / Walter Bieri

Ristrutturazione radicale alla Sulzer: il gruppo tecnologico con sede a Winterthur (ZH) si separa da cinque divisioni che contano 14 600 impiegati. Saranno soppressi 300 posti, di cui la metà in Svizzera. Aspre critiche da parte dei sindacati.

Uscendo da un anno di esercizio 1999 insoddisfacente, il gruppo intende rilanciarsi, puntando sulla tecnologia medica (Sulzer Medica) e sulle tecnologie di superficie e dei materiali. Una volta terminata la fase di ristrutturazione, la Sulzer conterà solo 6600 impiegati.Il fatturato scenderà dagli attuali 5,5 miliardi di franchi a 1,9 miliardi, ha indicato lunedìHans-Caspar Ryser, portavoce del gruppo. Sulzer si separerà dalle divisioni Infra, Pompe, Tessile, Turbo e Burckhardt.

I nuovi settori chiave hanno ottime possibilità di crescita, ha spiegato lunedì la Sulzer. In una seconda fase la Sulzer passerà all’offensiva: prevede un raddoppio entro due anni del giro d’affari dei comparti conservati, grazie ad acquisizioni. Entro il 2002 l’utile operativo dovrebbe salire notevolmente: il margine passerà al 14 per cento dall’attuale 6 per cento, secondo i piani dei vertici.

La ristrutturazione del gruppo Sulzer è criticata aspramente dal Sindacato dell’industria, della costruzione e dei servizi (FLMO). In una nota, l’organizzazione rileva che i piani dei vertici dell’impresa costituiscono una minaccia per migliaia di impieghi.

I dipendenti della Sulzer non accetteranno simili drastici provvedimenti, la cui portata è unica sulla piazza industriale svizzera, indica la FLMO. Con la decisione odierna la Sulzer prosegue nella sua strategia a favore degli azionisti iniziata nell’agosto 1999 con l’annuncio della soppressione di 2 000 impieghi, di cui la metà in Svizzera.

Positiva invece la reazione degli analisti, che però ritengono difficile valutare le consegenze finché non saranno trovati gli acquirenti per le attività in vendita. La cosa principale è che la Sulzer ha finalmente deciso di riorganizzarsi, osserva un analista di una grande banca privata zurighese.
Per Carla Barella, della Banca cantonale di Zurigo, la rapidità della ristrutturazione rappresenta una sorpresa positiva. Molte questioni – prosegue -rimangono però senza risposta. Non sono neppure disponibili informazioni sui costi della ristrutturazione.

La Borsa ha reagito al ribasso dopo l’annuncio dei vertici della Sulzer della drastica ristrutturazione del gruppo. Le azioni Sulzer hanno terminato in perdita dell’8,53 percento. Grazie ai vantaggiosi piani di fusione con la Sulzer, il titolo Sulzer Medica ha invece guadagnato il 4,7 percento.

La profonda ristrutturazione del gruppo Sulzer è l’ultimo anello di una serie di riorganizzazioni. L’aria di nuovi cambiamenti si era già fatta sentire in primavera, con il nuovo presidente della direzione Ueli Roost.

Nel passato Sulzer era il simbolo svizzero di precisione nel campo della costruzione di macchine. In seguito è stata trasformata in un gruppo tecnologico, che oggi ricorda più un cantiere che non l’orgogliosa azienda tradizionale di una volta.

È dagli Anni Ottanta che si susseguono avvisi di chiusure aziendali e cessioni di attività. Il numero dei dipendenti è così sceso da 33.949 di fine 1989 a 21.170 nel dicembre 1999. L’ultimo taglio occupazionale non è ancora stato realizzato interamente. Il gruppo ha infatti cancellato 1.250 posti di lavoro dei 1.900 annunciati nell’agosto dell’anno passato.

Una delle mosse più clamorose era stata la vendita nel 1990 del famoso comparto di produzione dei motori navali diesel, divisione che occupava 850 persone. Nel 1992 era seguita la chiusura della fonderia di Oberwinterthur, azienda che dava lavoro a 370 persone. Nel 1993 l’ABB Svizzera aveva acquistato, dalla Sulzer Thermac SA, il settore delle caldaie (190 impieghi). Nel 1994 le attività nella tecnica cartaria, con 2.500 dipendenti, principalmente in Germania, erano state immesse in una joint venture con il gruppo Voith.

Nel luglio 1996 il settore tecniche ambientali (300 impieghi) era stato ceduto ad una società austriaca. Nell’ottobre dello stesso anno era poi stata annunciata la riorganizzazione del comparto macchine tessili, con la chiusura della Sulzer Rüti, misura che ha comportato la soppressione di 950 impieghi. Il mese successivo erano stati cancellati 120 dei 720 posti di lavoro della fabbrica di locomotive di Winterthur, ceduta poi nel 1998 ad Adtranz.

Nel 1997 è stata la volta della vendita della filiale francese di Sulzer Infra (900 impieghi). Un settore della Termtec (300 dipendenti) era passato invece alla britannica IMI. Nel 1999 la Sulzer Hydro era stata ceduta all’austrica VA Tech.

Nei suoi 166 anni di esistenza, il fabbricante di macchine Sulzer si è trasformato in un gruppo tecnologico che, accanto alle attività industriali, ha costruito un secondo pilastro, quello delle tecniche mediche. Negli ultimi anni è stata proprio la Sulzer Medica a registrare un’espansione promettente.

swissinfo e agenzie

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