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Swissair abbandona Air Littoral, rimangono i problemi di liquidità

Swissair abbandona Air Littoral, una società in gravi difficoltà finanziarie. Il personale teme per il proprio posto di lavoro Keystone Archive

Finisce l'impegno francese per la compagnia di bandiera elvetica. Attraverso un accordo con l'azionista di minoranza di Air Littoral, Marc Dufour, Swissair si libera dell'ultima partecipazione sfortunata in terra francese. Già nelle scorse settimane c'era stato il divorzio da AOM e Air Liberté. L'accordo e la situazione della martoriata compagnia aerea svizzera trovano ampio spazio nella stampa domenicale.

La notizia è stata resa nota questo fine settimana: malgrado la situazione finanziaria particolarmente difficile, Swissair è riuscita a trovare un acquirente per la compagnia regionale francese con sede a Montpellier.

Si tratta dell’altro azionista di riferimento di Air Littoral, Marc Dufour, che per 12 anni ne è stato direttore. Era stato lui stesso a vendere il pacchetto del 49 per cento di azioni alla compagnia elvetica.

La cifra di vendita è rimasta segreta, ma da indiscrezioni pubblicate dal “Sonntagsblick”, Swissair avrebbe rimesso nell’avventura francese fra i 100 e i 200 milioni di franchi svizzeri.

Gli osservatori economici valutano comunque in maniera positiva l’accordo che libera Corti di una pesante ipoteca per il risanamento. Dufour, ha già presentato un piano di risanamento per Air Littoral che dovrebbe portare al licenziamento del 30 per cento del personale occupato fino a questo momento.

Queste misure dovrebbero salvare la società dalla bancarotta. Per AOM e Air Liberté invece è già iniziata la procedura di liquidazione che dovrebbe costare a Swissair almeno 400 milioni.

Crediti delle banche non ancora assicurati

Per garantire a Swissair Gruop la necessaria liquidità di un miliardo di franchi, il nuovo direttore Mario Corti, aveva preso contatto negli scorsi mesi con un consorzio di banche. Ma, secondo indiscrezioni riprese dalla “SonntagsZeitung”, non ci sarebbe ancora una firma definitiva.

Sempre secondo il settimanale domenicale di Zurigo, mancherebbe ancora il chiarimento necessario con la compagnia belga Sabena. Swissair detiene ancora il pacchetto azionario di maggioranza della malandata compagnia e un piano di ristrutturazione che indichi una soluzione per il profondo rosso di bilancio sembra ancora lontana.

Un altro problema che ha ancora bisogno di soluzione è la partecipazione alla tedesca LTU. Anche questa società rappresenta un’ipoteca che Corti eredità dalla politica di espansionismo, promossa dal suo predecessore Brüggiser. Sui costi di questo ulteriore abbandono non ci sono ancora cifre ufficiali, ma la “SonntagsZeitung” indica una cifra ammontante a 800 milioni di franchi.

Queste misure cumulate avrebbero già liquidato gli accantonamenti di Swissair. Per questo si impone adesso il ricorso ai crediti bancari. Ma appunto, abbandonare a caro prezzo la politica del passato, non basterebbe ancora a ridare la fiducia ai finanziatori che esigono ulteriori garanzie.

Daniele Papacella

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