FMI: l’economia svizzera è resiliente
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) continua a valutare positivamente le prospettive per l'economia svizzera, nonostante le persistenti incertezze. Gli esperti prevedono una crescita sostenuta e un'inflazione che rimane bassa rispetto ad altri Paesi.
(Keystone-ATS) Per il 2026, il FMI prevede per la Svizzera una crescita del prodotto interno lordo reale e al netto degli effetti legati agli eventi sportivi pari allo 0,8%, si legge nel rapporto pubblicato oggi. Un anno fa la previsione era pari all’1,2%, ma va notato che ciò avveniva ben prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.
Guardando al futuro, gli economisti del FMI prevedono un’ulteriore crescita e una moderata ripresa dell’economia locale. Per il 2027 prevedono un aumento del PIL dell’1,5%.
Inflazione a livelli bassi
Nel rapporto, il FMI elogia la resilienza dell’economia svizzera. Questa è sostenuta, tra l’altro, da istituzioni solide e da un quadro di politica economica adeguato. Ciò favorisce la stabilità e la crescita in un contesto economico esterno difficile, prosegue il rapporto.
Per quanto riguarda l’inflazione, il FMI prevede che in Svizzera rimarrà a livelli bassi. Nel periodo di previsione, l’inflazione annuale dovrebbe rimanere all’interno della forchetta che la Banca nazionale svizzera (BNS) equipara alla stabilità dei prezzi, ovvero fra lo 0 e il 2%. Per la precisione, il Fondo Monetario stima un carovita dello 0,6% sia per il 2026 che per il 2027.
Per quanto riguarda la regolamentazione bancaria, il FMI accoglie con favore i continui sforzi delle autorità svizzere volti a rafforzare il quadro normativo “too big to fail” e a introdurre il “Public Liquidity Backstop” come misura statale di garanzia della liquidità. Una volta attuate queste misure, la stabilità finanziaria del Paese ne risulterà rafforzata.